Otto morti e contagi a raffica per gravi negligenze, sulla vicenda indaga la procura competente

·2 minuto per la lettura
Una dipendente positiva sarebbe stata costretta a lavorare
Una dipendente positiva sarebbe stata costretta a lavorare

Dipendente positiva costretta a lavorare malgrado le sue condizioni e scoppia un focolaio in una rsa di Trapani. Sarebbero otto le persone morte in circostanze potenzialmente riconducibili a quella grave violazione delle regole e la magistratura ha avviato le indagini. Indagini sul fenomeno dei dipendenti positivi costretti a lavorare e specificatamente sulla Rsa “Casa del Sorriso” di Trapani. Lo dice una denuncia che tre di loro hanno formalizzato presso la procura competente. Quella denuncia cita testualmente la mancanza di dispositivi di protezione e la sanificazione dei locali assente.

Dipendente positiva costretta a lavorare nel 2020

Sarebbe scoppiato così il focolaio, nell’ottobre del 2020 all’interno della rsa siciliana in questione. La denuncia arriva da tre lavoratori della struttura, una addetta alla lavanderia e due operatori socio sanitari. I tre assistiti dall’avvocato Alessio Cugini, hanno presentato un esposto presso alla Procura. E proprio in quel delicatissimo documento, decisamente ricco di dettagli, il terzetto di querelanti ha evidenziato un fatto che se accertato sarebbe gravissimo.

Il titolare nasconde la positività

Cioè che ad innescare il focolaio sarebbe stata la positività di una dipendente che dovrebbe far scattare immediati provvedimenti di allontanamento e segnalazione. Positività che invece sarebbe stata nascosta dalla titolare e legale rappresentante della società. Il risultato? Drammatico, con un contagio a catena che ha coinvolto anche i familiari dei tre dipendenti. Bilancio che si è fatto poi tragico quando dei 17 anziani ospiti cinque sono deceduti all’interno della rsa, mentre altri tre invece al covid hospital di Marsala. La vicenda è stata appena depositata in forma di denuncia presso l’ufficio atti introduttivi della procura tarpanese. Quindi necessiterà di tutta una serie di verifiche certosine da parte degli investogatori. In particolare andrà evidenziato un eventuale nesso causa-effetto fra la presunta condotta criminale della titolare e quei tragici effetti in termini di contagi e di morti.