Otto ragazzi su 10 trascorrono due mesi all'anno sui social

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(Foto Getty)
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Otto ragazzi su 10, tra gli 11 e i 18 anni, trascorrono due mesi all'anno sui social network, cioè quattro ore ogni giorno. È quanto emerso dalla ricerca dell'Osservatorio scientifico della no profit 'Social Warning-Movimento Etico Digitale', condotta durante la pandemia per il Covid-19, periodo nel quale il telefono si è rivelato l'unico strumento di comunicazione con il mondo esterno.

Secondo la ricerca, i ragazzi sbloccano lo smartphone in media 120 volte al giorno e il 52% del campione ascoltato ha tentato di ridurre il tempo di utilizzo senza riuscirci. Numeri importanti che trovano una spiegazione sia nel periodo storico che non permette interazioni sociali di persona, sia nella molteplici funzionalità dello smartphone che non serve solo a connettersi, ma anche anche a vedere film o ad ascoltare musica.

L’Osservatorio parla di vera e propria dipendenza che può sfociare in attacchi di nervosismo: un ragazzo su due dichiara come gli capiti di scattare, rispondere male o alzare la voce se disturbato mentre ha in mano un telefono.

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Sempre la no profit ha raccolto storie di giovanissimi che non riescono a fare a meno di utilizzare il proprio telefono tutto il giorno. C'è Andrea, 14 anni, che non spegne mai il dispositivo e che si addormenta ascoltando i suoi Youtuber preferiti. Viene presa come esempio anche la 16enne Giorgia, che durante la giornata è sempre connessa.

Secondo il fondatore della no profit, Davide Dal Maso, l'unico modo per sensibilizzare i giovanissimi sulla dipendenza da smartphone è l'educazione digitale: aumentare in loro la consapevolezza dei nuovi strumenti tecnologici e tenere d'occhio il tempo di fruizione, stabilendo in casa delle 'no smartphone zones'.

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