Oxfam, disuguaglianze, gioventù bloccata -5-

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Roma, 27 set. (askanews) -

Un quadro d'insieme reso ancor più cupo dal persistente scollamento tra la domanda e l'offerta di lavoro qualificato: l'Italia detiene oggi il triste primato nel G7 per il maggior numero di laureati occupati in mansioni di routine e solo l'anno scorso 1,8 milioni di persone in possesso del titolo di laurea erano impiegati in professioni che richiedono un titolo di studio inferiore. L'assenza di posizioni lavorative qualificate e di prospettive di progressione di carriera condiziona fortemente la scelta di tanti italiani, oltre mezzo milione negli ultimi 4 anni, di trasferirsi all'estero: tra questi i giovani laureati costituiscono oggi tristemente la componente più rappresentativa. Ulteriore allarme desta poi l'elevato numero dei giovani italiani che non lavorano, né studiano, né sono impegnati in percorsi di formazione, la cosiddetta generazione NEET (Not in Education, Employment or Training), di cui faceva parte nel 2018 circa 1 giovane su 4 tra i 15 e i 34 anni.(Segue)