Oxfam: nel mondo uno sfollato ogni 2 secondi per crisi climatica

Madrid, 2 dic. (askanews) - In Etiopia e Sudan le comunità pastorali sono state costrette a lasciare le loro case e terre a causa della gravissima siccità che ha decimato le colture e il bestiame.

Le catastrofi naturali alimentate dall impatto del cambiamento climatico sono la prima causa al mondo di migrazioni forzate. E spesso avvengono all interno di paesi già poverissimi o dilaniati da conflitti. Negli ultimi 10 anni sono aumentate di 5 volte e hanno costretto oltre 20 milioni di persone ogni anno, una persona ogni due secondi, a lasciare le proprie case per trovare salvezza altrove. E' l'allarme lanciato da Oxfam, attraverso un nuovo rapporto, diffuso in occasione dell'apertura del vertice Onu sul clima in programma fino al 13 dicembre a Madrid.

Un dossier che rivela come cicloni, inondazioni e incendi hanno 7 volte più probabilità di causare migrazioni forzate rispetto a terremoti o eruzioni vulcaniche e 3 volte di più rispetto a guerre e conflitti.

Un trend drammatico che pur non risparmiando nessun Paese colpisce soprattutto i Paesi più poveri, che non hanno praticamente responsabilità sul livello di emissioni globali di CO2 in atmosfera.

Siamo di fronte a una vera e propria "disuguaglianza climatica" a ogni latitudine, sottolinea Oxfam. Circa l'80% di tutte le persone sfollate nell'ultimo decennio vive in Asia, dove oltre un terzo delle persone vive in condizioni di povertà estrema.