P.A., Garante Privacy: più tutele per chi segnala gli illeciti -2-

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Roma, 20 dic. (askanews) - Il parere favorevole del Garante privacy è però condizionato - anche alla luce degli esiti di attività ispettive avviate nel corso del 2019 proprio nei confronti dei principali soggetti (società informatiche, pubbliche amministrazioni) che trattano dati nell'ambito del whistleblowing - all'introduzione di specifiche modifiche che possano evitare di compromettere la corretta gestione delle segnalazioni.

Al fine di incrementare l'utilizzo e la fiducia in questo strumento, il Garante ha chiesto, ad esempio, che nelle Linee guida vengano circoscritte e definite meglio le condotte segnalabili con il "whistleblowing", così da evitare che gli uffici che gestiscono le segnalazioni rischino di trattare illecitamente i dati delle persone citate, magari perché riferibili a casi non previsti dalla normativa anticorruzione. Dovranno poi essere specificati meglio - seppure con alcune limitazioni a tutela dell'identità del segnalante - i diritti garantiti dalla normativa privacy anche all'autore del presunto illecito. Dovrà inoltre essere limitata al "responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza" la possibilità di associare la segnalazione all'identità del segnalante. Nel parere è indicato, tra l'altro, che occorre specificare meglio il ruolo svolto nel trattamento dei dati dai soggetti (sia interni all'amministrazione, sia esterni come l'Autorità giudiziaria e la Corte dei Conti) che possono conoscere le informazioni contenute nelle segnalazioni riservate.

Il Garante ha infine chiesto all'Anac di rafforzare nelle Linee guida le misure tecniche e organizzative necessarie per tutelare l'identità del segnalante, utilizzando, ad esempio, protocolli sicuri per la trasmissione dei dati, abilitando accessi selettivi ai dati contenuti nelle segnalazioni, ed evitando che la piattaforma invii al segnalante notifiche sullo stato della pratica, in quanto tali messaggi potrebbero consentire di svelarne l'identità.