Pacchi bomba, al vaglio video negozi cinesi Roma Nord

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Roma, 9 mar. (askanews) - Diversi video a circuito chiuso di negozi cinesi, presenti in più zone di Roma Nord, sono al vaglio degli inquirenti della Procura di Roma che indagano sui pacchi bomba spediti durante la scorsa settimana. Le prime verifiche degli investigatori propendono per uno stesso soggetto quale autore del confezionamento delle le 'buste'. L'ultima è arrivata all'avvocato romano Paolo Giachini, proprio nella stessa abitazione di via Baldo degli Ubaldi, a Roma, dove venne ospitato Erich Priebke, l'ufficiale nazista delle Ss ai domiciliari dopo la condanna all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine e morto nell'ottobre del 2013.

L'innesco realizzato con carta stagnola e le pile 'stilo', il tipo di polvere usata e la comune cartella commerciale, in formato A4, oltre il tipo di scatoletta di legno con dentro la miscela, hanno portato chi indaga a direzionare le proprie prime ricerche su empori cinesi e market economici. L'ultimo pacco non è comunque esploso, perché il destinatario, probabilmente insospettito dagli ultimi casi a Fiumicino, Fidene e alla Balduina, si sarebbe insospettito e avrebbe avvertito subito i carabinieri della stazione Madonna del Riposo. Dopo la chiamata dell'avvocato, nei pressi della sua abitazione, sono arrivati gli artificieri, che hanno confermato che si trattava di un'altra busta incendiaria.

Sulla vicenda indagano i carabinieri del Ros e gli agenti della Digos della polizia, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pubblico ministero Francesco Dall'Olio. Invece continuano a non emergere collegamenti tra l'ultimo ricevente e le tre donne rimaste ferite dall'esplosione delle prime buste. In un caso, la vittima non era quella designata dall'attentatore, cioè una ex dipendente amministrativa dell'Università Tor Vergata, ora in pensione, ma un'impiegata del centro di smistamento posta di Fiumicino.

Le altre due vittime, entrambe pensionate, sono una ex professoressa dell'Università Cattolica e una dipendente dell'Inail: avevano ricevuto gli esplosivi presso le loro case ed entrambe avevano aperto l'involucro. Anche in quel caso il mittente (falso) sembrava essere una persona conosciuta. Per la signora dell'Inail si ipotizza una qualche relazione con gli sgomberi degli stabili dell'ente che erano occupati.