Pacifico, la collaborazione con Michela Andreozzi e Fabio Volo

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Pacifico Genitori vs influencer
Pacifico Genitori vs influencer

Fine sensibilità artistica e poetica, Pacifico è autore e cantautore, artista emozionante e raffinato, dall’animo gentile e appassionato. Da un’amicizia a una collaborazione: nasce così la colonna sonora che Pacifico ha realizzato per “Genitori vs influencer”, il nuovo film di Michela Andreozzi con Fabio Volo e Giulia De Lellis tra i protagonisti. Nel corso della conferenza stampa, Pacifico ha presentato il progetto e confidato il suo stato d’animo in un periodo incerto (soprattutto in Francia, dove vive e dove è appena stato imposto un nuovo lockdown). Ha risposto alle nostre domande e ha svelato alcuni dettagli speciali sul suo essere padre, oltre che artista.

Pacifico, la collaborazione per “Genitori vs influencer”

Pacifico, all’anagrafe Gino De Crescenzo, torna a scrivere per il cinema e firma la colonna sonora di “Genitori vs influencer”, il film di Michela Andreozzi, una co-produzione Paco Cinematografica e Vision Distribution con la spagnola Neo Art Producciones, prodotto da Isabella Cocuzza e Arturo Paglia. Il film sarà trasmesso in prima assoluta su Sky Cinema Uno domenica 4 aprile alle 21.15, disponibile anche on demand e in streaming su NOW TV. Nel cast Fabio Volo, Ginevra Francesconi e Giulia De Lellis. La colonna sonora “Genitori vs influencer Original Soundtrack” (Edizioni Curci), composta dalle musiche originali e dal brano inedito “Gli anni davanti” a firma di Pacifico, sarà disponibile sulle piattaforme streaming e in digital download a partire da lunedì 5 aprile.

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“In realtà non vedevo l’ora di riprendere a lavorare con le immagini. Sono un cinefilo devoto e onnivoro, amo i blockbuster come i film d’autore con tre linee di dialogo”, ha confidato. Sulla collaborazione intrapresa, invece, ha spiegato: “Michela Andreozzi mi ha contattato tramite Fabio Volo, amico sempre generoso con me. Con Michela non ci siamo mai incontrati, ci siamo solo scritti e parlati. Eppure, la sintonia è stata naturale e immediata. Mi ha citato riferimenti che erano gli stessi miei, aveva la stessa mia necessità di trovare un commento sonoro al film che fosse luminoso, incoraggiante. Ho scritto e suonato quasi tutto da solo, nel mio studiolo parigino, il Pippapà Studio, in pieno lockdown”.

Quindi ha spiegato: “Mi sono poi avvalso di collaboratori di valore, con alcuni di loro collaboro ormai da anni: Max Faggioni, ha mixato tutto presso Fonologie Monzesi, il suo studio. Mi ha assistito a distanza colmando le mie lacune tecniche. Antonio Leofreddi ha suonato come sempre impeccabilmente la viola, Silvio Masanotti le chitarre su un brano, Mario Mariotti la tromba. Michela aveva già pensato a mettere una mia canzone, e infatti Le Mie Parole nella versione di Samuele Bersani è a commento di una scena importante del film. A questa, e alle musiche scritte appositamente, ho aggiunto un brano inedito, “Gli anni davanti”. Anche in questa canzone, come in molte delle mie, ho cercato di metterci un’esortazione, un invito a guardare con voglia e speranza agli anni che verranno”.

“La scrittura è per me un rapimento e spesso ci sono lati interiori che trascuriamo” e che possono uscire proprio attraverso la scrittura. “Scrivere è anche conservare un ricordo”, ha aggiunto. Quindi ha spiegato: “Ho offerto uno stile divertente, senza tuttavia svelare l’intera trama. Ho suonato un po’ tutti gli strumenti e ho fatto un lavoro di artigianato”.

Pacifico, padre e artista

Nei panni di padre quanto si ritiene influente nei confronti di suo figlio? “Sono un genitore di una certa età. Non mancano i momenti di fragilità, non so con esattezza cosa stia trasferendo a mio figlio. Come tutti i genitori cerco di avere un ambito più ampio possibile di condivisione con lui. Avere a che fare con un bambino ha anche un lato estremamente divertente. Lo humor sincero di un bambino ispira la mia scrittura”.

E come vede gli anni davanti a sé?Oggi mi difendo dalla monotonia del lockdown, abbiamo imparato molte cose dopo un anno di pandemia e siamo più preparati rispetto allo spaesamento della primavera 2020. Indubbiamente però, la stanchezza si fa sentire per tutti. Spero che in futuro penseremo al presente di oggi come un vago ricordo, proprio come ricordiamo la spagnola. Psicologicamente la situazione mi ha arrecato non pochi colpi, ma ho la smania di rimpossessarmi di com’ero un anno fa. Durante il primo lockdown faticavo persino a scrivere”. Nonostante le festività di Pasqua, il periodo è ancora incerto. Ma non manca il suo spirito ottimista e il suo bel messaggio di speranza:L’arte non si ferma e non si fermerà, la scintilla resterà sempre viva, ha superato crisi e carestie e supererà anche le difficoltà di oggi. Superato lo smarrimento si può ripartire”. “Se insisti e resti fermo con i tuoi ideali, i risultati tornano indietro e i meriti vengono riconosciuti”, ha aggiunto.

Parlando dei nuovi generi in voga, confida: “Dobbiamo entrare in sintonia con chi viene dopo. Ma certe sensazioni insite in canzoni senza tempo trascendono qualsiasi questione anagrafica. Con mio figlio, per esempio, mi piace condividere opere eterne e speciali. Ogni sera, ancora adesso, leggo “I tre moschettieri” a mio figlio, prima di dormire. E pur di non dormire farebbe qualsiasi cosa”, ha spiegato con il sorriso e con la delicatezza che lo contraddistingue.

Quindi ha aggiunto: “Confrontando il panorama musicale francese a quello italiano, è evidente che in Francia le vecchie glorie vengono valorizzate maggiormente e non relegate a programmi minori e pomeridiani. C’è più rappresentatività”.