Padova, estorsione aggravata metodo mafioso, 1 arresto

Bnz

Padova, 16 ott. (askanews) - Dalle prime ore della mattinata i militari del Nucleo Investigativo - Reparto Operativo dei Carabinieri di Padova e della Compagnia della Guardia di Finanza di Mirano stanno dando esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere a seguito di indagini dirette dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia nei confronti di M.A.G., accusato del reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Le vittime delle estorsioni sono imprenditori operanti nel territorio veneto, nei confronti dei quali il calabrese M., originario di Cariati (Cs), avrebbe operato recuperi forzosi di crediti, ovvero imposto la mancata riscossione di titoli di credito legittimamente spettanti ai beneficiari, agendo con violenza, minaccia e avvalendosi della condizione di intimidazione derivante dalla sua appartenenza alla 'ndrangheta.

M.A.G., già destinatario di custodia cautelare domiciliare nell'ambito dell'operazione "Camaleonte" della Procura DDA lagunare, gravitante da almeno una decina di anni nel territorio padovano, sarebbe stato solito intimidire le proprie vittime, forte dell'agire per conto della "Famiglia", che si ritiene individuabile nella cosca Grande Aracri di Cutro, stante la sua vicinanza ai fratelli B.M e B.S., operanti principalmente in Emilia, con espansione nella Regione Veneto, province di Padova e Venezia, già tratti in arresto nel 2015 nell'ambito dell'operazione "Aemilia" e nel marzo 2019 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Venezia nell'ambito dell'indagine "Camaleonte".

Sono inoltre in corso numerose perquisizioni nelle province di Venezia, Padova, Treviso, Vicenza e Rovigo, anche nei confronti di un notaio padovano, attualmente indagato, al fine di acquisire ulteriori riscontri investigativi su altri episodi della specie ed in relazione al diverso delitto di usura, per i quali gli investigatori auspicano una spontanea collaborazione da parte degli imprenditori veneti vittime delle predette azioni. Si ritiene infatti che, al fine di debellare il fenomeno, sia necessario il contributo delle stesse parti offese e di tutta la società civile in un clima di sinergia tra Cittadino e Istituzioni.