Padre Nostro cambia ad Avvento: "Non abbandonarci in tentazione"

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Città del Vaticano, 29 gen. (askanews) - C'è una data per il cambio del "Padre Nostro": per input di Papa Francesco, la preannunciata nuova traduzione italiana della più nota preghiera del cristianesimo entrerà in vigore nelle chiese a partire dalle Messe del 29 novembre di quest'anno, prima domenica d'Avvento.

Nella preghiera, l'invocazione a Dio "non indurci in tentazione" è stata modificata con una traduzione ritenuta più appropriata: "non abbandonarci alla tentazione".

La modifica è stata apportata "per una fedeltà alle intenzioni espresse dalla preghiera di Gesù e all'originale greco", ha spiegato, annunciando la data, mons. Bruno Forte. "In realtà l'originale greco usa un verbo che significa letteralmente 'portarci, condurci'. La traduzione latina 'inducere' poteva richiamare l'omologo greco. Però, in italiano 'indurre' vuol dire 'spingere a...' in sostanza, far sì che ciò avvenga. E risulta strano che si possa dire a Dio 'non spingerci a cadere in tentazione'. Insomma, la traduzione con 'non indurci in...' non risultava fedele". Si tratta, spiega ancora il vescovo di Chieti a Vatican News, di "un interrogativo che si sono posti anche episcopati di tutto il mondo. Ad esempio, in spagnolo, lingua più parlata dai cattolici nel pianeta, si dice 'fa che noi non cadiamo nella tentazione'. In francese, dopo molti travagli, si è passati da una traduzione che era 'non sottometterci alla tentazione' alla formula attuale che è 'non lasciarci entrare in tentazione'. Dunque, l'idea da esprimere è questa: il nostro Dio, che è un Dio buono e grande nell'amore, fa in modo che noi non cadiamo in tentazione. La mia personale proposta è stata che si traducesse in 'fa che non cadiamo in tentazione' però dato che nella bibbia Cei la traduzione scelta è stata 'non abbandonarci alla tentazione' alla fine i vescovi per rispettare la corrispondenza tra il testo biblico ufficiale e la liturgia hanno preferito quest'ultima versione".