Padre Sorge su Civiltà cattolica rilancia il Sinodo per l'Italia

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Città del Vaticano, 19 set. (askanews) - Padre Bartolomeo Sorge rilancia l'idea di un Sinodo per la Chiesa italiana citando, tra le "sfide molto gravi" che essa deve affrontare, l'assenza di reazione agli "attacchi, violenti e frequenti, contro papa Francesco, provenienti in gran parte dal suo stesso interno" della comunità cristiana e - implicito riferimento al leader leghista Matteo Salvini - la presenza di politici che estorcono il consenso dei cittadini "con la paura e con l'odio, nascondendosi dietro la maschera di una falsa religiosità".

Padre Sorge, storico direttore della Civiltà cattolica, torna a scrivere sul quindicinale dei gesuiti pubblicato con l'imprimatur della Segreteria di Stato vaticana, ora diretto dal suo confratello padre Antonio Spadaro.

Il gesuita parte dal convegno organizzato nel 1976 dalla Chiesa italiana "allo scopo di verificare in che misura il Concilio Vaticano II, a 10 anni dalla conclusione, fosse stato recepito nel nostro Paese", per sottolineare che i convegni che da allora, ogni dieci anni, la Cei ha organizzato, "furono visti piuttosto come l'occasione propizia per i vescovi di comunicare al popolo di Dio che è in Italia, con autorità ... il programma pastorale per il successivo decennio, elaborato dalla Cei", senza reale coinvolgimento dei laici. Il filo del 1976 è stato invece riallacciato da Papa Francesco che, al convegno di Firenze del 2015, tenne uno sferzante discorso nel quale ripropose i due temi della "sinodalità" e della "Chiesa in uscita missionaria", ma, ricorda Sorge, "anche dopo il Convegno di Firenze quei due stessi punti sono risultati ancora una volta non facilmente digeribili" e lo stesso Pontefice, ricorda il gesuita, ha recentemente commentato così la scarsa recezione che il suo discorso ha trovato nell'episcopato italiano: "Sparito. E' entrato nell'alambicco delle distillazioni intellettuali ed è finito senza forza, come un ricordo".(Segue)