Padre Sorge su Civiltà cattolica rilancia il Sinodo per l'Italia -3-

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Città del Vaticano, 19 set. (askanews) - Tra i problemi sul tappeto, "una difficile sfida da affrontare in un Sinodo - scrive pare Sorge - sarebbe la crisi che oggi rischia di incrinare il rapporto di fede e di amore che lega strettamente la Chiesa italiana al Vescovo di Roma. Si tace su questo problema essenziale della vita ecclesiale. Possibile che la nostra comunità cristiana non sappia che cosa fare dinanzi agli attacchi, violenti e frequenti, contro papa Francesco, provenienti in gran parte dal suo stesso interno, che giungono persino all'assurda richiesta delle sue dimissioni? Quale iniziativa è necessario intraprendere, che coinvolga l'intero popolo di Dio? A poco servono le dichiarazioni formali di filiale attaccamento e adesione: c'è bisogno, piuttosto, di rassicurare i fedeli, con un atto ufficiale e solenne, che l'essenza evangelica del servizio petrino nella Chiesa rimane sempre immutata, anche se cambia il modo di esercitarlo, come fa papa Francesco. Non si può far finta che non esista nella Chiesa italiana il grave problema che i fedeli acquisiscano una fede più cosciente e matura nella missione del Successore di Pietro".

Inoltre, "ci chiediamo: quale intervento autorevole la Chiesa italiana potrà pronunciare, alla luce del Vangelo e del magistero, sul fatto che milioni di fedeli - non esclusi sacerdoti e consacrati - condividano, o quanto meno appoggino, concezioni antropologiche e politiche inconciliabili con la visione evangelica dell'uomo e della società?", si domanda il gesuita, che poi, in una nota a pie' di pagina, spiega: "Che cosa dire e che cosa fare di fronte a chi estorce il consenso dei cittadini con la paura e con l'odio, nascondendosi dietro la maschera di una falsa religiosità? È un problema largamente sentito in Italia, a causa anche dell'attività criminale della mafia, ma non solo. Con la paura, con l'odio e con la parvenza di religiosità si riesce a irretire anche molti credenti - e perfino alcuni sacerdoti -, con gravissimo danno e pericolo per la convivenza civile. Il Papa ci è di esempio. Nello stesso giorno in cui un leader politico chiedeva in piazza i 'pieni poteri', usciva su La Stampa un'intervista nella quale papa Francesco si diceva 'preoccupato, perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. 'Prima noi. Noi noi'' (D. Agasso, "Papa Francesco: 'Il sovranismo mi spaventa, porta alle guerre'", in La Stampa, 9 agosto 2019)".