Padre Sosa: cardinali, Czerny messaggio a migranti, Hollerich a Ue

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Città del Vaticano, 16 set. (askanews) - La scelta di Papa Francesco di nominare cardinale padre Michael Czerny, gesuita e sotto segretario della Sezione migranti e rifugiati della Sanata Sede, è "un messaggio riguardo al tema della migrazione", secondo padre Arturo Sosa, preposito generale della Compagnia di Gesù, che, nel corso di un incontro con i gesuiti alla Sala stampa estera, ha sottolineato che padre Czerny (che, peraltro, dovrà essere nominato vescovo prima del Concistoro), dapprima a Roma, poi in Africa e ora in Vaticano, è "impegnato per tantissimi anni" a favore dei migranti, e quello delle migrazioni è "uno dei temi sul quale il Papa fa una differenza tra i leader mondiali".

Quanto a Jean-Claude Hollerich, anch'egli gesuita (incardinato, peraltro, nella provincia del Giappone perché qui serviva come missionario) e anch'egli cardinale al prossimo Concistoro convocato dal Papa il prossimo cinque ottobre, oltre ad essere arcivescovo del Lussmburgo è presidente della commissione delle conferenze episcopali dell'Unione europea, e il fatto che il Papa lo abbia prescelto è "un messaggio per l'unità dell'Europa", secondo padre Sosa, "altro tema che il Papa ha tante volte ribadito".

Terzo e ultimo gesuita del prossimo concistoro, che entrerà nel collegio cardinalizio ma non in un eventuale Conclave avendo già compiuto 80 anni, è il lituano Sigitas Tamkevicius, "un martire in vita", come lo ha definito il generale dei gesuiti: "Non è stato ammazzato ma è stato in prigione tantissimi anni, ha subito una persecuzione fortissima nella sua vita" e la sua creazione a cardinale è dunque un "segno di riconoscenza ai cristiani che hanno resistito tanti anni in quella zona".