Padre Spadaro: "Nei suoi brani intreccia umano e divino"

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"Franco Battiato era assolutamente unico nel suo genere, con una forte radice spirituale, più che religiosa, nella sua opera artistica. La sua assoluta e completa apertura alla dimensione della spiritualità è una rarità nel mondo musicale italiano". E' quanto sottolinea all'AdnKronos padre Antonio Spadaro, gesuita, consigliere autorevole e ascoltato di Papa Francesco, direttore di Civiltà Cattolica, che con il suo tweet è stato fra i primi a rilanciare sui social la notizia della scomparsa del cantautore siciliano.

"Mi ha sempre colpito la sua capacità di innervare la sua musica, i suoi testi, la sua ispirazione con la dimensione spirituale più ampia, che va dal cristianesimo alle tradizioni religiose orientali fino alla mistica sufi. La sua ricerca di una testualità che fosse espressione di questa ricerca è stata molto importante, come anche il recupero della tradizione, delle radici profonde, esistenziale, emerse anche dalla sua Sicilia - osserva il gesuita siciliano.

"Questa sua rivisitazione in maniera colta e raffinata della canzone pop d'autore con la sua sperimentazione lo ha condotto a una ricerca spirituale e culturale che si traduceva in una ricerca musicale e artistica nel senso più ampio del termine. E il brano 'La cura', cui sono personalmente legato e che ho scelto per il mio estremo saluto a Franco Battiato, è un vero gioiello che rivela la sua profondità spirituale e artistica, intrecciando l'umano e il divino".

(di Enzo Bonaiuto)

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