Padre Spadaro: "Voto consolida governo Draghi e rimette in discussione partiti"

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Il voto delle amministrative "consolida il governo Draghi", segna una "battuta d’arresto" delle posizioni sovraniste e dovrà fare scattare un "ripensamento" in seno ai partiti. Il direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, fine osservatore delle dinamiche politiche, in una intervista con l’Adnkronos riflette sul voto delle comunali e sulle conseguenze che avrà. Su tutto, il campanello di allarme dato dall’astensionismo per cui, dice Spadaro, "è da valutare bene l'astensionismo che mina la piena cittadinanza. Molta gente non è andata a votare. Certamente è un segno di disaffezione nei confronti della politica da parte di una fetta importante di cittadini. Uno dei compiti della politica da oggi sarà certamente quella di essere meno presa da beghe interne e da toni polemici, e più presente sul territorio in ascolto delle esigenze dei cittadini".

Tornando al voto, il direttore della Civiltà Cattolica sottolinea l’importanza di queste elezioni "per il contatto diretto col territorio, che esprime gli umori della gente che evidentemente si è stancata di toni aspri e questo è un dato di fatto". Padre Spadaro riflette poi su un altro aspetto: "I partiti sono in una fase di grande cambiamento, ci sono tensioni interne che indubbiamente hanno avuto poi un effetto sul voto. Certamente le forze che si sono espresse a favore di posizioni sovraniste hanno avuto una battuta d’arresto e forse anche pausa di riflessione perché ci sono delle tensioni interne a questi partiti, in modo particolare nella Lega, che comunque sono molto interessanti, fanno capire che non c’è una linea unica e coerente ma ci sono linee diverse. Tra queste linee alcune sono sovraniste, altre invece no. Rimane sempre la questione in Italia della costituzione di una destra matura e responsabile ed europea che queste elezioni pongono".

Padre Spadaro riflette sull’esito del voto nelle grandi città che segna una spinta europeista: "Indubbiamente mi sembra che questo voto consolidi il governo Draghi e certamente quando si parla di Draghi si parla anche di Europa visto il suo profilo e l’autorevolezza della figura di Draghi". Il direttore di Civiltà Cattolica non trascura poi la sfida della leader di Fdi al Pd: "Paradossalmente la battuta di Giorgia Meloni che ha quasi sfidato il Pd ad un voto immediato assicurando il suo voto per la presidenza della Repubblica Draghi conferma che questo è uno dei punti chiave".

Padre Spadaro, nella sua riflessione post voto, è soprattutto interessato "all’evoluzione interna alle forze politiche, alla linea di costituzione di un centro sinistra in cui si possano ritrovare Pd e Cinque stelle . Il che significa un ripensamento. Il voto rimette in questione i partiti. C’è una evoluzione interna con cui alcuni partiti - specie la Lega- dovranno fare i conti per capire quale posizione assumere, dove andare, l’animo degli elettori". Su Roma, dove si andrà al ballottaggio tra Michetti e Gualtieri, è interessante, dice Spadaro, il risultato di Calenda: " Stiamo parlando un outsider senza le strutture tipiche dei partiti, si è presentato e ha ottenuto un risultato significativo". Il che significa, osserva Spadaro, che "c’è un’area di un centro liberale che va ascoltata. Un dialogo con Calenda è necessario perché il Pd nasce come luogo di incontro di culture diverse". Quanto alla Lega, dice, "dovrà riflettere fra le tensioni di una destra sovranista e quelle di una destra matura. Nel caso del Pd, si richiederà una riflessione sulla pluralità del partito e sulle anime e certamente un confronto con i Cinque stelle e con Calenda si fa necessario".

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