I Paesi dove emigrare è più difficile

Nonostante stia attraversando una delle peggiori crisi economiche della sua storia, l’Inghilterra continua a ricevere, ogni anno, centinaia di migliaia di immigrati. A questo altissimo saldo migratorio il Ministero dell’Interno britannico vuole porre un argine. Come? Con un esame di ingresso che non prevede solamente la conoscenza della lingua inglese ma una comprovata dimestichezza con la cultura (high & low) e le tradizioni del Regno Unito.

Il permesso di soggiorno diventa un quiz, la condicio sine qua non della permanenza sul suolo britannico è vincolata alla conoscenza di William Shakespeare, Isaac Newton, Mick Jagger e Margaret Thatcher. Magari anche del curriculum calcistico di David Beckham e del cast dell’ultimo 007, Skyfall. Settantacinque punti su 100 e si è dentro: uno in meno e si dice addio alla cittadinanza inglese.

Il viceministro dell’Interno con delega sui flussi e i permessi di soggiorno  lancerà una campagna pubblicitaria all’inverso, rivolta in particolar modo ai cittadini dell’Est Europa: nelle immagini un’Inghilterra apocalittica, per niente accogliente, brumosa, piovosa, noiosa. Sembra incredibile ma è proprio così: per ridurre i flussi migratori in entrata a poche migliaia all’anno il Governo imporrà un quiz agli stranieri desiderosi di entrare nel Paese.

La notizia è in controtendenza rispetto a ciò che sta avvenendo, invece, negli Stati Uniti d’America dove Barack Obama vuole caratterizzare questa prima fase della sua seconda legislatura con una riforma dell’immigrazione che consentirà a quasi 11 milioni di residenti di mettersi in regola, prendere la cittadinanza e diventare elettori. Gli immigrati ancora privi della Green Card dovranno dimostrare di essere in regola dal punto di vista fiscale e lavorativo, di saper parlare in inglese e di conoscere la Costituzione. La bozza di riforma – accolta con favore anche dai repubblicani – prevede lo stop delle deportazioni, la concessione della cittadinanza ai lavoratori stagionali dell’agricoltura e a coloro che sono entrati nel Paese da bambini. Anche le lauree in matematica, ingegneria e scienze daranno modo agli immigrati di ottenere l’assegnazione del visto come lavoratori specializzati. A trarre i maggiori benefici saranno le minoranze latine determinanti – così come quelle afroamericane e asiatiche – nei due successi elettorali di Obama.

E altrove? L’Australia è, senza dubbio, uno dei Paesi più severi al mondo. Attualmente il percorso consigliato prevede l’intermediazione dei Migration Agent, professionisti iscritti a un apposito albo professionale e autorizzati dal governo australiano per guidare i candidati verso l’ottenimento del permesso di soggiorno per lavoro. I requisiti fondamentali per la Skilled Migration sono: 1) avere un’età inferiore ai 45 anni, 2) conoscere l’inglese, 3) avere un’esperienza professionale e lavorativa valutata ed accertata dopo averne fatta domanda all’autorità australiana competente per il settore. Per ottenere la cittadinanza occorre superare un esame simile a quello proposto dal Governo di David Cameron, ma nel quale le domande sono sbilanciate sulla conoscenza delle responsabilità dei cittadini più che sulla cultura generale dell’Australia. In anni recenti la percentuale di risposte esatte per ottenere la cittadinanza è stata innalzata dal 60 al 75%.

In Giappone vige il ius sanguinis (diritto di sangue) che prevede tre situazioni nelle quali una persona può diventare cittadino giapponese: 1) quando almeno un genitore è cittadino giapponese alla nascita del figlio, 2) quando il padre è morto prima della nascita del figlio ed al momento della morte era cittadino giapponese, 3) quando la persona è nata sul suolo giapponese ed entrambi i genitori sono sconosciuti od apolidi. Per quanto riguarda le naturalizzazioni – che devono essere approvate dal Ministero della Giustizia – i requisiti richiesti sono: 1) residenza ininterrotta in Giappone per 5 anni o più, 2) almeno 20 anni d'età od altrimenti idoneità legale, 3) buona condotta e assenza di comportamenti sediziosi, 4) capitale sufficiente o svolgimento di un mestiere, 5) apolidia e disponibilità a rinunciare a cittadinanza precedente.

Due le possibilità per chi voglia richiedere la cittadinanza israeliana: 1) essere ebreo oppure avere un genitore, un nonno o un coniuge ebreo, 2) risiedere in Israele per tre dei cinque anni precedenti alla richiesta di cittadinanza e la dimostrazione di volersi trasferire in maniera permanente nel Paese. Nel 2010 è stato approvato un emendamento che impone a tutti gli immigrati non ebrei un giuramento di fedeltà.

 

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