Paesi G20 condannano "con massima fermezza" guerra in Ucraina

Delegati partecipano a una sessione del vertice dei leader del G20 a Nusa Dua, Bali

NUSA DUA, INDONESIA (Reuters) - I leader del G20 hanno condannato l'aggressione della Russia in Ucraina "con la massima fermezza" e hanno chiesto il ritiro incondizionato in una dichiarazione adottata al termine del summit di due giorni.

I leader delle maggiori economie mondiali hanno anche concordato di modulare attentamente il ritmo degli aumenti dei tassi di interesse per evitare ripercussioni e hanno messo in guardia da una "maggiore volatilità" nei movimenti valutari, ma è stata la questione dell'Ucraina a dominare nel vertice di Bali.

"La maggior parte dei membri ha condannato con forza la guerra in Ucraina", hanno detto i leader nella dichiarazione, precisando che la Russia, membro del G20, si è opposta alla formulazione del testo.

Nella dichiarazione si è riconosciuto che "ci sono stati altri punti di vista e diverse valutazioni della situazione e delle sanzioni", ma tre diplomatici hanno riferito che è stata adottata all'unanimità.

I leader del G20 hanno anche affermato nella dichiarazione che l'uso o la minaccia di uso di armi nucleari è "inammissibile".

"È essenziale sostenere il diritto internazionale e il sistema multilaterale che salvaguarda la pace e la stabilità. Ciò include la difesa di tutti gli scopi e i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e l'adesione al diritto umanitario internazionale", hanno spiegato.

Secondo il presidente dell'Indonesia, Joko Widodo, la guerra in Ucraina è stata la questione più controversa.

"La discussione su questo tema è stata molto, molto dura e alla fine i leader del G20 si sono trovati d'accordo sul contenuto della dichiarazione, che era la condanna della guerra in Ucraina perché ha violato i confini e l'integrità del Paese", ha detto Widodo.

Il governo cinese non ha rilasciato alcun commento immediato sulla dichiarazione, ma i media statali ne hanno pubblicato una traduzione in cinese.

(Tradotto da Chiara Scarciglia, editing Francesca Piscioneri)