Paesi G7 trovano modo per catturare Amazon in rete della tassazione - fonti

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Il logo Amazon presso un centro logistico a Boves

PARIGI (Reuters) - Gli Stati del G7 hanno trovato un modo per includere Amazon in una lista di 100 società che vedranno aumentare le proprie tasse nei paesi in cui operano, prendendo di mira la redditizia attività di cloud computing, secondo quanto riferiscono alcuni funzionari vicini alle trattative.

Alcuni paesi europei temevano infatti che Amazon potesse eludere le nuove regole ancora in discussione, poiché il suo margine operativo come società è minore del 10%, la soglia minima per inserire le società nella lista.

Ma poiché la sua divisione Amazon web services (AWS) ha un margine di oltre il 30%, Amazon, come entità complessiva, può essere inserita nella lista, secondo quanto hanno detto a Reuters i funzionari, che hanno chiesto di rimanere anonimi.

Le trattative internazionali su una tassa minima globale sulle imprese, concordata dal Gruppo dei Sette il 5 giugno, si svolgono in parallelo ad altre trattative focalizzate su come dividere i diritti agli utili derivati dalla tassazione in eccesso, che possono essere considerati di routine, sulle 100 imprese più grandi e più ricche del mondo.

I ministri delle Finanze del G7 hanno concordato che i governi dovrebbero avere il diritto di tassare almeno il 20% dei profitti guadagnati sul proprio territorio da una multinazionale, laddove questi profitti superino un margine del 10%.

"Abbiamo deciso che se un'azienda nel suo complesso non raggiunge il limite di profittabilità, ma una sua grande divisione eccede la soglia fissata dal G7, l'azienda debba essere inclusa", ha detto una fonte vicina alle trattative.

"Con questo, puntiamo esattamente su Amazon", ha aggiunto la fonte.

Amazon non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

(Tradotto da Luca Fratangelo in redazione a Danzica, in redazione a Milano Gianluca Semeraro)

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