I Paesi ricchi vanno avanti con la terza dose. Il sud del mondo ancora una volta può aspettare

·5 minuto per la lettura
(Photo: NurPhoto via Getty Images)
(Photo: NurPhoto via Getty Images)

Il mondo ricco risponde picche all’appello dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di sospendere la somministrazione delle terze dosi di vaccino anti-Covid almeno fino alla fine di settembre, così da permettere la vaccinazione di almeno il 10% della popolazione in ogni Paese. Israele – che ha già iniziato con la somministrazione della terza dose agli over 60 lo scorso weekend – ha messo in chiaro che non cambierà i suoi piani dopo l’appello dell’Oms. Francia e Germania hanno confermato l’intenzione di partire con le terze dosi ad anziani e soggetti fragili a settembre. Anche il Regno Unito dovrebbe iniziare con il terzo richiamo verso il 6 settembre. Negli Stati Uniti le autorità sanitarie non hanno ancora sciolto la riserva, ma l’orientamento a procedere con un rafforzamento della protezione vaccinale, almeno per alcuni soggetti, sembra scontato. Come anche in Italia, dove il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro ha definito “opportuno” per gli immunodepressi un “richiamo a 6-7 mesi dal completamento del ciclo vaccinale”.

La stroncatura più pesante della richiesta dell’Oms arriva dalla Casa Bianca, con le parole della portavoce Jen Psaki. Gli Stati Uniti – ha dichiarato – “non hanno bisogno” di scegliere tra dare terze dosi ai propri cittadini o donare dosi ai Paesi poveri: “si tratta di una falsa alternativa […], pensiamo di poter fare entrambe le cose”, senza bisogno di scegliere tra i richiami agli americani – attualmente non previsti – o gli aiuti ai Paesi poveri.

Sul tema è intervenuta oggi anche la Commissione Ue, sottolineando che “spetta agli Stati membri decidere se somministrare il richiamo dei vaccini”. “Come sempre incoraggiamo decisioni basate su evidenze scientifiche, in linea con le raccomandazioni dell’Ema”, che per il momento non si è pronunciata sull’argomento. Quanto all’appello dell’Oms, la Commissione si è limitata a ricordare gli sforzi dell’Unione Europea per la solidarietà globale e la fornitura di vaccini ai Paesi a basso reddito.

Il richiamo dell’Oms sembra dunque destinato a cadere nel vuoto, in un contesto di crescente preoccupazione – anche nei Paesi ad alto tasso di vaccinazione – per la maggiore contagiosità della variante delta e in attesa di dati più certi sulla durata della copertura vaccinale.

Israele, dove la curva è tornata a crescere a livelli che non si vedevano dal marzo scorso, sta facendo della terza dose agli over 60 il pilastro della sua strategia per affrontare le settimane delicate che precedono la ripresa scolastica. In Francia la terza dose ad anziani e fragili è stata ufficializzata oggi dal presidente Emmanuel Macron in un video diffuso su Instagram.

Macron ha confermato che il governo si prepara a organizzare una campagna di richiamo vaccinale al “rientro” dalle vacanze estive, a settembre, “per i più vulnerabili e i più anziani”. “Si, ci vorrà verosimilmente una terza dose, non per tutti, subito, ma in ogni caso per i più anziani e i più vulnerabili”, ha dichiarato il capo dell’Eliseo parlando da Fort de Brégançon, la residenza estiva dei presidenti francesi affacciata sul Mediterraneo, nel sud della Francia. Il 12 luglio, Macron aveva già evocato una campagna di richiamo per i più vulnerabili.

Anche la Germania ha annunciato che proporrà dal primo settembre la somministrazione di una dose di richiamo di vaccino anti-Covid alle persone anziane e vulnerabili, specificando che si tratterà di uno dei vaccini a mRNA.

A quasi 24 ore dall’appello lanciato dal direttore dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, la risposta dei grandi del mondo non poteva essere più fredda. “I lavoratori della salute, le persone anziane e altri gruppi a rischio necessitano di vaccini Covid-19 ora. L’Oms chiede una moratoria dei richiami fino alla fine di settembre, per consentire ad almeno il 10% della popolazione di ogni Paese di essere vaccinato”, aveva dichiarato, puntando il dito contro lo scandalo della disuguaglianza vaccinale tra nord e sud del mondo. “Abbiamo urgente bisogno di cambiare le cose: da una maggioranza di vaccini che va ai Paesi ricchi a una maggioranza che va ai Paesi poveri”. Un appello rivolto anche ai produttori dei farmaci a “dare priorità a Covax”, il piano Onu per un’equa distribuzione delle dosi, e agli influencer come atleti olimpici, investitori, imprenditori, leader religiosi, per “sostenere la nostra richiesta di una moratoria sui richiami fino a settembre”. Niente da fare: la questione sembra già archiviata, se non altro in modo più diretto della richiesta di sospensione temporanea sui brevetti dei vaccini.

Eppure gli esperti non si stancano di ripetere che l’iniquità vaccinale aumenta il rischio di nuove e più pericolose varianti. Ora quella da tenere sott’occhio è la Lambda, individuata per la prima volta in Perù nell’agosto 2020 e già presente in diversi Paesi in particolare latino-americani, come “variante di interesse” (Voi). A ribadire la necessità di monitorarla e l’impegno dell’Oms in questo senso è l’epidemiologa Maria Van Kerkhove, esperta a capo del gruppo tecnico Oms per il nuovo coronavirus. Il tutto mentre uno studio giapponese, non ancora sottoposto a revisione tra pari, accende una ‘spia rossa’: la variante Lambda potrebbe creare problemi con i vaccini. Lambda ”è una delle varianti che l’Oms sta tracciando nel mondo”, ha spiegato in questi giorni Kerkhove. “È stata segnalata in più di 40 Paesi e quello che stiamo guardando in questo momento è quanto bene circola e quanto aumenta la trasmissione”. In questo momento, fortunatamente, la Lambda non sembra “decollare, dopo che è stata segnalata in un Paese. Ci sono varie mutazioni nella proteina Spike e anche alcune delezioni di aminoacidi. Ogni cambiamento nel virus pone qualche minaccia al funzionamento del vaccino”, ha però ricordato l’esperta.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli