Pagata 2 euro l’ora per un turno di prova in un ristorante nel centro di Pietrasanta

Pietrasanta ristorante
Pietrasanta ristorante

Lo sfogo del figlio della donna pagata 10 euro dopo un turno di prova dalle 18 alle 23 in un ristorante di Pietrasanta : “Una cosa inaccettabile e senza dignità per una donna di 51 anni, ma avrei detto la stessa cosa anche se fosse stata una ragazza”

Pietrasanta, 10 euro di “rimborso simbolico”

Con il venir meno delle ristrettezze dovute al Covid e l’avvento della stagione estiva si rinnova la ricerca del personale da parte di ristoranti e strutture ricettive varie. L’annosa questione di chi lamenta una difficoltà nella ricerca del personale e di chi invece un trattamento economico non adeguato al lavoro svolto è stata oggetto di numerose questioni trattate dai media in questi ultimi mesi.

L’ultima in ordine di tempo, proviene da Pietrasanta (provincia di Lucca), dove una 51enne è stata pagata 10 euro come “rimborso simbolico” al termine di un turno di prova presso un ristorante al centro di Pietrasanta (provincia di Lucca).

A raccontarlo a La Nazione, il figlio 24enne della donna di origini marocchine. Secondo il giovane il 20 aprile, la madre avrebbe svolto 5 ore di lavoro di prova, prestando servizio dalle 18 alle 23. “Avrebbe dovuto solo lavare i piatti, ma alla fine si è occupata anche d’altro”.

Il figlio: “Inaccettabile e senza dignità”

Al termine del turno di prova la donna ha ricevuto 10 euro. Ha chiesto dunque spiegazioni ma la responsabile di sala (da quanto raccontato la titolare era fuori città) le avrebbe detto che no, non si trattava di una mancia. “Quella era la paga per il lavoro in prova. Alla fine li ha presi lo stesso, ma a saperlo non ci sarebbe andata. Si è arrabbiata e ha chiesto di parlare al telefono con il marito della proprietaria, il quale ha spiegato che si trattava di un rimborso spese. Una cosa inaccettabile e senza dignità per una donna di 51 anni, ma avrei detto la stessa cosa anche se fosse stata una ragazza”ha raccontato il ragazzo a La Nazione.

“Questo si chiama sfruttamento”

Successivamente la signora ha parlato anche con la proprietaria, che da quanto riporta ancora il figlio le avrebbe detto che quella è la politica del ristorante e che per otto ore di lavoro la paga è di 30 euro.

Sempre secondo la versione del giovane, di fronte alle sue rimostranze, il marito della proprietaria gli avrebbe offerto 20 euro “Per chiuderla lì, ma non li ho presi: questo si chiama sfruttamento, è una vergogna ed è bene che si sappia”.

(Immagine copertina di repertorio)

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