Pagheremo di più lo speck per 'colpa' della Cina

Lo speck, uno degli affettati più apprezzati e ricercati soprattutto nell'Italia settentrionale, aumenterà di prezzo. Tutta colpa della peste suina in Cina, nazione che è il maggior produttore di carne suina a livello mondiale. La conseguente riduzione della disponibilità di materia prima causerà un netto aumento dei prezzi dello speck e degli insaccati. A lanciare l'allarme sono i 29 produttori del Consorzio Tutela Speck Alto Adige.

Dall'inizio dell'anno il prezzo della carne suina è salito del 40 percento. In Cina la peste suina africana, che colpisce solo gli animali ed e' innocua per l'uomo, ha provocato una contrazione della produzione.

I produttori di speck altoatesini non utilizzano carne proveniente dal Paese asiatico ma usano come materia prima carne proveniente da Paesi europei, in particolare Germania, Austria, Italia e Paesi Bassi. I consumatori, ma soprattutto i produttori di speck, che vedono salire costantemente il costo della materia prima, dovranno fare i conti con prezzi più elevati.

"La scarsità di materia prima in Cina ha conseguenze anche sulle imprese locali, precisamente per quanto riguarda il prezzo. La carne suina in generale e ovviamente anche lo speck diventeranno più costosi a causa di tale mancanza di risorse", ha detto Andreas Moser, presidente del Consorzio Tutela Speck Alto Adige.