Pagotto e la cocaina: "Innocente la prima volta. Partita venduta alla Juventus? Bugie"

Pagotto oggi fa il magazziniere e vuota il sacco: "Cocaina? La prima volta ero innocente. Gaucci disse che mi ero venduto la partita con la Juventus".

Dall'Europeo Under 21 vinto con l'Italia nel 1996 insieme a campioni del calibro di Buffon, Nesta e Totti fino all'oblio. Il tutto dopo due squalifiche per doping.

Angelo Pagotto, intervistato da 'gianlucadimarzio.com', ora racconta la sua verità a partire dal primo controllo anti-doping non superato il 20 novembre del 1999 per cocaina.

"Pensai subito a un errore. Non avevo mai avuto lontanamente a che fare con certe sostanze. La magistratura aprì un’indagine. Fu appurato che il controllo era stato fatto senza le dovute norme di sicurezza. Un inquirente mi disse testualmente che aveva capito che era stato commesso un reato ma non c’era la pistola fumante. Fui licenziato dal Perugia per giusta causa. Persi un contratto importante e la reputazione".

Pagotto invece ammette la seconda positivà alla cocaina riscontrata a fine maggio 2007, quando giocava nel Crotone.

“Mentre riempivo quella provetta non pensavo alla cazzata che avevo fatto. Avevo sniffato più di dieci giorni prima, non valutando le conseguenze di quella follia”.

Il grande rimpiato di Pagotto però si chiama Milan, club dove approdò ancora acerbo nel 1996.

"Avrei dovuto capire che era troppo presto per fare quel passo. L’anno prima avevo avuto la forza di rifiutare la chiamata di Moggi alla Juve, quell’estate invece ascoltai i consigli del mio procuratore. Fu un disastro. E nel 1999 il Milan vinceva lo scudetto a Perugia con le parate di Abbiati. Al cui posto avrei dovuto essere io, se in estate non avessi chiesto di liberarmi. Strana la vita eh?”.

Pagotto invece riparte da Empoli e poi da Perugia dove conquista la promozione in Serie A ma alla prima giornata della stagione 1998/99 incrocia subito proprio la Juventus.

"Perdemmo 4-3 in casa. Pioveva a dirotto, sia io che Peruzzi commettemmo degli errori. Alla fine il presidente Gaucci disse che mi ero venduto la partita. Alessandro Moggi era il mio procuratore, nella sua testa avevo fatto un favore al padre. Mise in mezzo anche Tovalieri. Chiese a Castagner di escluderci. E il mister lo assecondò”.

Oggi Pagotto fa il magazziniere ma non ha del tutto dimenticato la sua passione per il calcio.

"Gioco un torneo amatoriale, si chiama Intersociale. Ho ritrovato qualche vecchio compagno e giovani accaniti. Vado in palestra ogni giorno per farmi trovare pronto. Ci tengo a non fare brutte figure. Non fumo, bevo un bicchiere ogni tanto e curo l’alimentazione".