Paixa (M5s) deposita pdl: stop a canone Rai ma azienda resta pubblica

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Roma, 13 nov. (askanews) - Maria Laura Paxia, deputata del MoVimento 5 Stelle membro della Commissione Vigilanza Rai, ha depositato la proposta di legge per l'abolizione del Canone Rai. Il canone, spiega la pentastellata in una nota, sarebbe sostituito "con un gettito, che possa consentire alla Rai di avere un bilancio e di lavorare bene, derivante fino al 40% dall'imposta sui servizi digitali, fino al 20% da una tassa sui ricavi delle emittenti radiofoniche e televisive diverse dalla Rai e fino ad un 10% da una tassa sui ricavi delle emittenti a pagamento, anche analogiche".

"Oggi - afferma Paixa - ho depositato presso gli uffici della Camera il testo definitivo della mia proposta di legge sull'abolizione del Canone Rai. Ci tengo a smentire le polemiche che si sono sollevate in merito a questa mia proposta, molte infondate, altre che sembravano quasi mirate alla diffusione di notizie pretestuose e false. Qualcuno addirittura ha espresso le proprie perplessità alla norma, senza nemmeno visionare il testo in questione sostenendo che il servizio pubblico, qualora venisse eliminato il canone, non sarebbe tutelato come di dovere. Ci tengo a smentire tutto ciò ribadendo l'impegno costante per la tutela del servizio pubblico della Rai che, attraverso le nomine d'ispirazione pubblica oltre che la supervisione dalla Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, continuerebbe a godere a 360 gradi dei propri diritti e delle proprie tutele".

"La mia proposta - sottolinea Paixa - punta a modificare i limiti di affollamento pubblicitari della Rai equiparandoli a quelli delle televisioni private. Ritengo giusto che la RAI si adegui e inizi ad essere competitiva e l'intenzione, lo voglio ribadire, non è quella di voler privatizzare l'azienda, ma di voler spingere la televisione pubblica a puntare sulla qualità del servizio non potendo più finanziare i maxi stipendi con i soldi dei cittadini".

"La mia proposta di legge modificherebbe anche il finanziamento del servizio pubblico generale radiotelevisivo andando a sostituire il Canone con un gettito, che possa consentire alla Rai di avere un bilancio e di lavorare bene, derivante fino al 40% dall'imposta sui servizi digitali, fino al 20% da una tassa sui ricavi delle emittenti radiofoniche e televisive diverse dalla Rai e fino ad un 10% da una tassa sui ricavi delle emittenti a pagamento, anche analogiche", osserva.

"Annualmente spetterebbe al Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero delle Economie e Finanze, stabilire l'ammontare dei fondi pubblici, dell'imposta sui servizi digitali, della tassa sui ricavi delle varie emittenti in misura tale da consentire alla Rai di coprire i costi, più o meno come accede anche in Spagna e in altri contesti internazionali", conclude.