Pakistan, attesa giovedì sentenza su premier Gilani, rischia carcere

Islamabad (Pakistan), 24 apr. (LaPresse/AP) - La sentenza della Corte suprema del Pakistan sul primo ministro Yousuf Raza Gilani è attesa per giovedì, quando il premier è stato chiamato a comparire in tribunale. Lo ha annunciato oggi il legale di Gilani, Aitzaz Ahsan. "Spero che il primo ministro sarà assolto", ha detto l'avvocato parlando con i giornalisti davanti al tribunale di Islamabad. Se sarà condannato, il capo di governo pakistano rischia sei mesi di carcere e la rimozione dall'incarico. Le sue dimissioni, tuttavia, potrebbero richiedere mesi e comunque, anche qualora arrivassero, potrebbero avere un impatto limitato sulla politica del Paese visto che il partito di Gilani ha in Parlamento la maggioranza sufficiente ad eleggere un nuovo premier.

Gilani è accusato di oltraggio alla Corte per essersi rifiutato di scrivere una lettera alle autorità svizzere - cosa che gli era stata più volte richiesta dalla Corte - per chiedere la riapertura di un caso per corruzione contro il presidente pakistano Asif Ali Zardari, suo alleato politico. Gilani sostiene di non aver inviato la lettera perché Zardari gode dell'immunità presidenziale e per rispetto a Benazir Bhutto, ex moglie di Zardari morta in un attentato nel 2007, che era coinvolta nel caso.

Zardari e la Bhutto nel 2003 furono riconosciuti colpevoli in contumacia da una Corte svizzera in quanto mentre erano al governo avrebbero riciclato milioni di dollari di tangenti in Svizzera. I due avevano presentato ricorso in appello e le autorità svizzere avevano chiuso il caso nel 2008 su richiesta del governo pakistano, che intanto aveva indetto un'amnistia, permettendo tra l'altro alla Bhutto di tornare dall'esilio e presentarsi alle elezioni. Nel 2009, però, la Corte suprema ha dichiarato l'amnistia incostituzionale. I giudici, dunque, accusano Gilani di "oltraggio alla Corte" per non aver applicato la sentenza del 2009, che ordinava al governo di riaprire il procedimento contro Zardari annullando l'amnistia decisa da Pervez Musharraf nel 2007. La riapertura del caso a carico di Zardari lo renderebbe perseguibile alla scadenza del mandato. Il Partito popolare pakistano, quello di Gilani, sostiene che la Corte suprema abbia portato avanti il caso perché non corre buon sangue tra il presidente della Corte Iftikhar Mohammad Chaudry e il presidente del Paese Zardari.

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