Pakistan, Musharraf: mia condanna a morte una vendetta personale

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Roma, 19 dic. (askanews) - Una "vendetta personale". Così l'ex presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, in esilio a Dubai, ha definito la sua condanna a morte. L'ex capo di stato ha censurato "un uso deplorevole della legge" per colpirlo, indicando implicitamente la magistratura come causa di questa vendetta.

"Il deplorevole uso della legge, per prendere di mira un'unica persona e scegliendo gli incidenti che le si adattano, mostra chiaramente quello che queste persone vogliono", ha detto Pervez Musharraf, riferendosi al presidente della Corte Suprema che avrebbe secondo lui ammesso di aver "accelerato" la procedura. I suoi avvocati hanno già annunciato che farà ricorso contro la decisione.

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