Palamara contrattacca: "Non agivo da solo, farò i nomi"

(Photo by Simona Granati/Corbis via Getty Images)

"Io mi assumo le mie responsabilità. Ma non posso assumermi quelle di tutti", dice Luca Palamara, che in un'intervista a 'Repubblica' contrattacca dopo la sua espulsione dall'Anm, di cui è stato presidente. Palamara chiama in causa i probiviri del sindacato delle toghe, e li accusa "di essere loro per primi i beneficiari del sistema di cui solo io oggi sono ritenuto colpevole. Penso ci avrebbero dovuto pensare prima di far parte di quel collegio", afferma l'ex consigliere del Csm, e ancora: "Trovo fisiologico che chi ha determinate cariche rappresentative nella magistratura interloquisca con la politica. Ma trovo meno condivisibile che ci siano procuratori della Repubblica che vadano a cena con i politici".

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Palamara ammette: "So che devo rispondere dei miei comportamenti e di quello che è accaduto all'hotel Champagne. Ma, allo stesso tempo - è la sua tesi - non posso essere considerato solo io il responsabile di un sistema che ha fallito e che ha penalizzato coloro i quali non risultano iscritti alle correnti". Perché, ripete l'ex pm, "Palamara non si è svegliato una mattina e ha inventato il sistema delle correnti. Ma ha agito e ha operato facendo accordi per trovare un equilibrio e gestire il potere interno alla magistratura".