Palamara si scusa con Salvini: "Rammaricato, quelle frasi non rispecchiano il mio reale pensiero"

Palamara - Salvini (Photo: Agf)

Dopo le polemiche roventi di questi giorni sui contenuti delle chat dei magistrati contro Matteo Salvini, Luca Palamara, il giudice al centro della vicenda, ha inviato un messaggio di scuse al leader della Lega.

“Sono profondamente rammaricato dalle frasi da me espresse - scrive il giudice, secondo quanto riporta oggi La Verità - e che evidentleemente non corrispondono al reale contenuto del mio pensiero, come potranno testimoniare ulteriori conversazioni presenti nel mio telefono”.

Aggiungendo “di aver sempre ispirato il mio agire al più profondo rispetto istituzionale che è mia intenzione ribadire, anche in questa occasione, al senatore Salvini”.

Il caso Salvini-Palamara è emerso dopo la pubblicazione, nei giorni scorsi, di alcune intercettazioni dell’ex presidente dell’Anm che vedono coinvolto l’ex ministro dell’Interno, accusato di sequestro di persona nel caso dei migranti soccorsi dalla nave militare italiana Gregoretti nell’agosto del 2019. La Verità ha infatti pubblicato i contenuti di alcune chat risalenti al 2018 in cui alcuni magistrati parlano dell’allora ministro dell’Interno. La chat più citata vede coinvolti il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma e Luca Palamara: “Mi dispiace dover dire che non vedo veramente dove Salvini stia sbagliando”, aveva scritto Auriemma nell’agosto 2018 quando di Salvini si parlava soprattutto per la chiusura dei porti. E ancora: “Illegittimamente si cerca di entrare in Italia e il ministro dell’Interno interviene perché questo non avvenga”, diceva Auriemma. A un certo punto Palamara pronuncia la frase che La Verità ha pubblicato in prima pagina e che altri giornali riportano in maniera leggermente differente, ma in cui Palamara sostiene (nelle varie versioni) che “ora” Salvini “va attaccato”. Infine Auriemma: “Comunque è una cazzata atroce attaccarlo adesso perché tutti la pensano come lui. E tutti pensano che ha fatto benissimo a bloccare i migranti che avrebbero dovuto portare di nuovo da dove erano partiti. Indagato per non aver permesso l’ingresso a soggetti invasori. Siamo indifendibili. Indifendibili”. In un altro colloquio citato da alcuni giornali, il leader leghista viene chiamato “quella merda di Salvini” da Palamara.

Il quale però oggi sottolinea di aver sempre agito nel “più profondo rispetto istituzionale”. In altri stralci di conversazione, del resto, Palamara avrebbe espresso anche apprezzamenti per le sue qualità di leader. “A parte lui non c’è... non ci sono le figure, ci sono pezzetti”, avrebbe detto in una conversazione riportata oggi sempre da La Verità. Parlando con l’ex membro laico del Csm, Paola Balducci, Palamara non nascondeva apprezzamenti sulla statura politica dell’attuale leader della Lega, parlando dello scenario italiano. Un apprezzamento condiviso anche dalla Balducci.

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