Palazzo Chigi: da Conte parere legale. Nessun conflitto interesse

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Roma, 28 ott. (askanews) - Il presidente Conte "ha reso solo un parere legale e non era a conoscenza e non era tenuto a conoscere il fatto che alcuni investitori facessero riferimento ad un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano e oggi al centro di un'indagine".

Palazzo Chigi ha replicato così ad un articolo del Financial Times che segnala che un fondo di investimento sostenuto dal Vaticano "al centro di un'indagine sulla corruzione finanziaria era alla base di un gruppo di investitori che assunse Giuseppe Conte per lavorare ad un accordo".

"Nei primi giorni del maggio 2018, spiega Palazzo Chigi in una nota, l'allora avvocato Conte ha ricevuto dalla società Fiber 4.0 l'incarico di scrivere un parere pro veritate circa il possibile esercizio, da parte del governo, dei poteri di golden Power nei confronti della società Retelit. In quel momento, ovviamente, nessuno poteva immaginare che, poche settimane dopo, un governo presieduto dallo stesso Conte sarebbe stato chiamato a pronunciarsi proprio sulla specifica questione oggetto del parere. Per evitare ogni possibile conflitto di interesse, il presidente Conte si è astenuto anche formalmente da ogni decisione circa l'esercizio della golden Power. In particolare non ha preso parte al Consiglio dei Ministri del 7 giugno 2018 (nel corso del quale è stato deliberato l'esercizio dei poteri di golden Power), astenendosi formalmente e sostanzialmente da qualunque valutazione. Si fa presente che in quell'occasione il presidente Conte era impegnato in Canada per il G7.

Pertanto non esiste nessun conflitto di interesse, rischio questo che peraltro era già stato paventato all'epoca da alcuni quotidiani. La circostanza era stata già chiarita, anche con riferimento ai rapporti col sig. Mincione, che Conte non ha mai incontrato né conosciuto".