Palazzo Chigi: Salvini diffonde notizie false, Mes non è... -2-

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Roma, 18 nov. (askanews) - "Si ricorda, inoltre, che il presidente Conte - si legge ancora nella nota di palazzo Chigi - ha riferito alle Camere il 19 giugno scorso, accogliendo la risoluzione parlamentare che impegnava il Governo ad esprimere una valutazione finale sul negoziato soltanto all'esito della definizione dell'intero pacchetto di riforme che, oltre alla revisione del MES, prevede la creazione di uno strumento di bilancio per la competitività e la convergenza nell'Eurozona (BICC) e l'approfondimento dell'Unione bancaria".

"Coerentemente con questo indirizzo del Parlamento, il 21 giugno scorso - prosegue il comunicato - il presidente Conte ha insistito perché fosse inserito, nelle comunicazioni finali dell'Eurosummit, un chiaro riferimento a proseguire la revisione del trattato promuovendo le differenti riforme in base ad una "logica di pacchetto". A seguito di questo intervento e dell'intenso confronto che ne è seguito, nel testo delle comunicazioni finali dell'Eurosummit è stata inserita la seguente formula: '...invitiamo l'Eurogruppo in formato inclusivo a proseguire i lavori su tutti gli elementi di questo pacchetto globale', formula, questa, che non compariva nel testo precedente. Il giorno stesso, 21 giugno, dopo la conclusione dei lavori dell'Eurosummit, il testo delle comunicazioni finali è stato pubblicato sul sito del Consiglio europeo (www.consilium.europa.eu)".

"Il senatore Salvini, all'epoca era vicepresidente del Consiglio dei ministri nonché ministro dell'Interno, e avrebbe dovuto prestare più attenzione - sostiene la Presidenza del Consiglio - per l'andamento di questo negoziato, tanto più che l'argomento è stato discusso in varie riunioni di maggioranza, alla presenza di vari rappresentanti della Lega (viceministri all'Economia e presidenti delle commissioni competenti). Il fatto che il senatore Salvini scopra solo adesso l'esistenza di questo negoziato è molto grave. Denota una imperdonabile trascuratezza per gli affari pubblici".

"Chi pretende di guidare l'Italia senza premurarsi di studiare i dossier dovrebbe quantomeno evitare di diffondere palesi falsità. Con la propaganda intrisa di menzogne non si curano certo gli interessi dei cittadini italiani", conclude la nota.