Palazzo evacuato, "acqua da asfalto da anni segnalazioni"

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di Silvia Mancinelli  

"Da anni abbiamo problemi con l'acqua. Da un decennio segnaliamo al Comune, ai vigili urbani e al Municipio pozze d'acqua, tracce di umidità di risalita esterne, sui muri, e ad agosto scorso, proprio all'angolo di via Marco Aurelio con via Ostilia, a pochi metri dal portone, e di fronte, sono stati fatti degli scavi per dei lavori di manutenzione alle tubature". Lo ha detto all'Adnkronos Paolo Gelsomini, "architetto sfollato" come si definisce lui stesso ironicamente, inquilino al II piano del palazzo evacuato. "Qui non ci sono caditoie funzionanti e le pendenze a mio avviso sono sbagliate - aggiunge - La cosa più ovvia è che c'erano delle perdite d'acqua nelle condutture, che piano piano hanno ammollato il terreno. La speranza è che la stessa sorte non l'abbia l'area nella quale poggiano le fondazioni. Il danno al momento è infatti superficiale, iniziato da un tubo di gas che aveva terreno sopra e sotto e che probabilmente ha ceduto quando quello sotto si è ritirato per il lavoro dell'acqua, causando così la perdita di gas".  

Secondo lo stesso inquilino, qui dal 1953, poco o nulla c'entra con la voragine il cantiere vicino. "I palazzi sono sotto osservazione da anni per controllare vibrazioni e cedimenti - spiega Gelsomini - Con l'associazione che presiedo 'Progetto Celio', che si occupa dei problemi del rione, abbiamo fatto una riunione e ci hanno detto che non è stato rilevato nulla al punto che stanno smontando le centraline. Piuttosto, stamattina è stato notato uno zampillo d'acqua. L'ipotesi è che il terreno abbia ceduto e si sia portato dietro le tubature. Ora attendiamo l'esito delle verifiche dei tecnici".