Palazzotto (Leu): mani della finanza speculativa su centri migranti

Pol/Gal

Roma, 20 gen. (askanews) - "La scelta fatta dai decreti sicurezza di puntare su grandi strutture e su standard di accoglienza molto bassi invece che sulla rete territoriale degli Sprar, rischia di diventare un business per grandi aziende straniere alla ricerca di nuovi mercati, con un aumento dei costi per i contribuenti italiani. Come denunciato da un dossier di Valori.it le holding del profit e della finanza, che all'estero già fanno affari d'oro sulla pelle dei migranti, sono pronte a puntare sull'Italia grazie alle nuove condizioni favorevoli contenute nel cosiddetto decreto sicurezza. Una di queste realtà è il gruppo elvetico ORS, che sta già investendo sull'Italia. Questa azienda, che è controllata dalla società finanziaria londinese Equistone Partners, legata alla Banca Barclays, gestisce da anni decine di centri per migranti in Svizzera, Austria e Germania, ed è al centro di dure e circostanziate accuse rispetto alla qualità della gestione di quei centri". Lo afferma il deputato di LeU Erasmo Palazzotto, che sul caso del Cpr di Macomer e del centro di prima accoglienza a Trieste ha presentato una interrogazione al Ministro dell'Interno con la quale chiede quali iniziative si intendano intraprendere al fine di vigilare sui rischi derivanti dalla possibilità che società come la ORS, già oggetto di inchieste e indagini per la cattiva gestione dei centri di accoglienza e di detenzione all'estero possano gestire importanti centri nel nostro Paese.

Per partecipare ai bandi di gara in Italia, la ORS svizzera ha creato nel 2018 ORS Italia s.r.l. che, stante l'ultima visura camerale disponibile risulta 'inattiva', prosegue Palazzotto. Eppure, da oggi lunedì 20 gennaio questa società aprirà e gestirà in un ex carcere il Cpr di Macomer (Nuoro). Leggendo il contratto di servizio stipulato con ORS Italia il 21 novembre scorso si evince come questo sia stato sottoscritto senza che sia stata acquisita l'obbligatoria 'informativa antimafia'. La ORS Italia ha inoltre partecipato alla gara per la gestione del centro di prima accoglienza per i richiedenti asilo a Trieste, 'Casa Malala'.

"In entrambi i casi si pone il grande dubbio di come sia possibile per una Srl sostanzialmente inattiva, superare i requisiti di concreta esperienza ed essere ritenuta idonea alla gestione di grandi centri di accoglienza. Il timore è che ci si possa trovare di fronte a una vera e propria 'scatola vuota' senza mezzi e con personale senza le qualifiche e l'esperienza richieste dai relativi bandi, consentendo che sul futuro di tali centri possano mettere le mani delle realtà opache interessate solo al profitto a discapito di migranti e contribuenti", prosegue Palazzotto.