Palermo, blitz anti-assenteismo al Comune: 28 misure cautelari

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Blitz anti-assenteismo al Comune di Palermo e in alcune partecipate. Su delega della locale Procura i finanzieri del locale Comando provinciale hanno eseguito 28 misure cautelari. Per 8 sono scattati gli arresti domiciliari, per altri 14 l'obbligo di dimora e di presentazione alla Polizia giudiziaria; per 6 solo quest'ultimo. Sono indagati a vario titolo per truffa a danno di un ente pubblico e falsa attestazione della presentazione in servizio. I destinatari del provvedimento cautelare sono 11 dipendenti del Comune, 3 del Coime e 14 della Reset, in servizio ai Cantieri Culturali della Zisa. Tra questi anche un indagato per mafia.

"L’attività investigativa ha svelato l’esistenza di un fenomeno illecito estremamente diffuso all’interno della struttura pubblica cittadina, un contesto di quasi assoluta anarchia amministrativa, un modus operandi divenuto cronico a tal punto da essere considerato come un comportamento 'normale'", dice il generale Antonio Quintavalle Cecere, comandante provinciale della Guardia di finanza di Palermo.

"Alcuni degli indagati hanno costituito delle vere e proprie 'squadre di lavoratori assenteisti' che provvedevano ad effettuare reciprocamente la timbratura dei badge dei propri compagni in modo da non far risultare i periodi di assenza dal lavoro". C'era chi, dopo aver timbrato il cartellino, andava al bar o al supermercato e chi si dedicava all'attività fisica. E c'erano anche timbrature multiple da parte di un singolo indagato per conto dei colleghi non presenti in servizio.

Tra indagati anche padre di Angela da Mondello

C'è anche il padre di Angela da Mondello, all'anagrafe Angela Chianello, la casalinga palermitana diventata famosa per aver risposto in un'intervista "Non ce n'è Coviddi", una frase diventata poi un tormentone la scorsa estate, tra gli indagati del blitz contro i furbetti del cartellino della Guardia di finanza a Palermo. Isidoro Chianello, dipendente della partecipata Reset, è stato raggiunto dall'obbligo di dimora.

Secondo l'accusa l'uomo dal 12 giugno 2018 al 7 agosto dello stesso anno in sei occasioni si sarebbe allontanato dal luogo di lavoro per occuparsi di faccende personali, "avendo poi l'ardire di tornare ai Cantieri culturali in bermuda e ciabatte per timbrare l'orario di uscita", annota il gip Rosario Di Gioia nell'ordinanza.

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