Palermo, maltrattamenti ad anziano disabile in comunità alloggio

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Roma, 10 gen. (askanews) - La Polizia di Stato di Palermo, con l'operazione "Anni neri", a seguito di una complessa ed articolata attività di indagine, ha dato esecuzione alla misura cautelare del divieto di dimora nei Comuni di Palermo, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Ficarazzi, Monreale, Misilmeri, Villabate e Bagheria, disposta dal Gip di Palermo, nei confronti di 5 soggetti responsabili a vario titolo di maltrattamenti aggravati (dalla circostanza che la persona offesa, ultraottantenne, risultasse gravemente invalida) nei confronti di uno degli ospiti di una comunità-alloggio.

Le indagini, condotte dai poliziotti del Commissariato di Pubblica sicurezza "Zisa-Borgo Nuovo", esperite anche con l'ausilio di intercettazioni audio/video, nell'arco di 3 mesi di monitoraggio hanno registrato oltre 100 episodi di condotte vessatorie, denigratorie, lesive della dignità umana, oltre a percosse ed immobilizzazioni, tali da ingenerare nell'84enne degente, gravemente malato ed invalido, uno stato di soggezione.

Gli indagati sono tutti appartenenti ad un unico nucleo familiare oltre ad una badante "in nero" della struttura, "in servizio" soprattutto durante le notti. Proprio quest'ultima - tra l'altro - era beneficiaria del reddito di cittadinanza e anche per tale motivo risulta indagata con relativo sequestro preventivo della carta ove viene accreditato il beneficio.

"Le numerose condotte illecite registrate - si legge in una nota della Polizia - hanno consentito di acclarare come esse avessero preso di mira un anziano - beneficiario dei sussidi previsti dalla "legge 104" e quindi soggetto portatore di handicap in situazione di gravità - 'colpevole' soltanto di lamentarsi eccessivamente per i dolori connessi al suo stato precario di salute, circostanza che avrebbe in tal modo arrecato 'disturbo' agli altri ospiti ed agli stessi badanti/gestori".

"Costantemente ingiuriato ed offeso, minacciato, sottoposto a soprusi e vessazioni di ogni genere - prosegue la nota -, molto spesso veniva lasciato piangere e lamentarsi anche per ore piuttosto che essere assistito anche per i bisogni fisiologici. Altre volte veniva immobilizzato, imbavagliato e percosso".

Di recente, peraltro, è stato accertato tramite un intervento dei sanitari dell'Asp di Palermo, che presso la stessa struttura tutti gli operatori lavorassero "in nero" e come nessuno di essi fosse in possesso di attestazione professionale utile a svolgere tale attività. Inoltre, sono state riscontrate delle anomalia circa la comunicazione degli alloggiati all'Autorità di Pubblica Sicurezza, reato punito con una contravvenzione.

Al termine dell'operazione tutti i degenti presenti nella struttura sono stati riaffidati ai rispettivi parenti.