Palermo, sequestro da record di 21 milioni di euro a presunto boss

Andrea Capello
Inchiesta Foppolo

Tre aziende, 66 immobili fra i quali una villa di pregio con piscina panoramica, appartamenti, terreni, 19 autoveicoli, 36 rapporti bancari e 5 polizze vita per un valore complessivo stimabile in circa 21 milioni di euro. E' il sequestro record effettuato dalla guardia di finanza di Palermo. Destinatario Pietro Formoso, in carcere dallo scorso 5 aprile per associazione e delinquere di tipo mafioso. L'uomo è stato indicato da diversi collaboratori di giustizia come uomo d'onore della famiglia mafiosa di Misilmeri in provincia di Palermo, legato da stretti vincoli di amicizia con l'allora capo del mandamento Benedetto Spera. Secondo gli inquirenti, i proventi di Formoso deriverebbero soprattutto dal traffico di sostanze stupefacenti.

Tramite le indagini, le forze dell'ordine hanno potuto constatare come l'uomo si sia avvalso di prestanome ai quali ha intestato in maniera fittizia due compendi aziendali operanti nel settore della commercio all'ingrosso di carne ed un'impresa attiva nel comparto delle vendite di fabbricati e terreni, oltre che un vastissimo patrimonio immobiliare e finanziario. Le aziende sequestrate nel settore delle carni sono la ditta individuale 'Zar Carni' e la 'Zar Carni srl', divenute leader nel commercio all'ingrosso di questi prodotti intestate formalmente a Stefano Zarcone. Formoso esercitava la propria influenza sulle dinamiche imprenditoriali attraverso il proprio figlio Antonio (detto Alessandro), formalmente assunto come dipendente con mansioni di contabile. Le analisi documentali effettuate durante le indagini hanno permesso di collegare temporalmente le fortune economiche delle aziende, che sembravano essere piccole realtà economiche ormai in grave crisi, nel novero delle imprese vicine a Cosa nostra. Sul versante immobiliare, invece, è stata sequestrata la Arcuri Immobiliare srl", formalmente intestata a Davide Arcuri, anch'egli ritenuto essere un prestanome di Formoso.