Palestinesi bocciano piano di Trump: Gerusalemme non è in vendita

Palestinesi bocciano piano di Trump: Gerusalemme non è in vendita

Roma, 29 gen. (askanews) – “Gerusalemme non è in vendita”. Con queste parole il presidente dell’Anp (Autorità nazionale palestinese), Abu Mazen, ha rigettato il piano di pace presentato da Donald Trump per risolvere il conflitto israelo-palestinese.

“Vorrei dire ai due, Trump e Netanyahu, che Gerusalemme non è in vendita, che tutti i nostri diritti non sono in vendita, né negoziabili e che il vostro accordo di cospirazione non passerà”.

Martedì 28 gennaio 2020 alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti ha presentato il suo piano, che prevede la creazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme Est come capitale palestinese. Un progetto – ha detto Trump – già approvato dal premier Benjamin Netanyahu, presente in conferenza stampa a Washington, e dal leader dell’opposizione, Benny Gantz.

“Lotteremo con tutta la nostra energia – ha detto ancora Abu Mazen – e il movimento pacifico popolare è la prima di queste armi. Credo che il popolo palestinese sia ora sparso nelle strade in ogni paese, qui, a Gerusalemme, in Cisgiordania, in tutto il mondo”.

Manifestazioni di protesta si sono svolte ieri sera a Ramallah, in Cisgiordania, dove alcuni dimostranti hanno bruciato pneumatici all’ingresso della città, non lontano dalle colonie israeliane di Beit El.

Proteste anche nei territori palestinesi, dove il movimento islamista Hamas, al potere nella Striscia di Gaza, ha respinto il piano e avvertito:

“Mettiamo in guardia tutti i paesi del mondo e tutti coloro che vogliono collaborare con questo accordo, perché respingiamo questo accordo in quanto popolo palestinese, ci opporremo a questo accordo in tutti i modi”, ha affermato un alto responsabile di Hamas, Khalil Al-Hayya.