I paletti che ancora frenano la riforma della giustizia

Giovanni Lamberti

Una riunione della maggioranza con il ministro Bonafede era stata convocata giovedì scorso, poi l'incontro è stato rinviato. Ma il lavoro per cercare un'intesa sulla riforma della giustizia e sulla prescrizione continua, anche se le posizioni restano distanti.

Cinque giorni fa il Partito democratico, secondo quanto si apprende, ha inviato al Guardasigilli in via informale una serie di proposte per accompagnare la riforma della prescrizione che partirà il 1 gennaio. L'obiettivo è quello - ha spiegato il dem Bordo - di assicurare "una durata ragionevole dei processi al fine di evitare che i cittadini vengano sottoposti all'ergastolo del giudizio".

La tesi del partito del Nazareno è che il responsabile di via Arenula debba accompagnare la riforma con una serie di norme, da inserire nel pacchetto della riforma della giustizia. Una delle proposte, secondo quanto si apprende, sarebbe quella di stabilire un tempo ben preciso per le indagini preliminari, dando la possibilità al Gip di attuare un controllo sulla durata del lavoro dei Pm. In pratica si riprendono le proposte della commissione Canzio. Poi per quanto riguarda la prescrizione sul tavolo c'è l'idea che in caso di assoluzione possa restare, mentre in caso di condanna se il processo va per le lunghe si prevede la possibilità di uno sconto di pena.

Il confronto tra i democratici e Bonafede fino ad oggi è avvenuto sotto traccia ma i tempi stringono perché il ministro vorrebbe l'approvazione della riforma entro l'anno. Per questo motivo in un'intervista a Repubblica è uscito allo scoperto: "Il Pd non si comporti come la Lega che ha fatto di tutto per bloccare la mia riforma".

Fino ad oggi la via maestra del partito guidato da Zingaretti è stata quella del rinvio tout court o comunque della sospensione della riforma della prescrizione ma i 'pontieri' hanno lavorato ad una serie di 'compromessi' per evitare uno scontro che rischia di investire il governo, oltre che la maggioranza. Il braccio di ferro però resta.

La 'querelle' potrebbe finire presto sul tavolo di palazzo Chigi, anche se il premier ha sempre sostenuto la riforma della prescrizione. "Se il Pd vuole bloccarla voti insieme alla Lega e all'opposizione", dice una fonte parlamentare M5s. Ma i dem nella Commissione Giustizia di Montecitorio si sono opposti, al pari di Leu e M5s, allo stop della riforma della prescrizione proposto dall'azzurro Costa.

"Il primo gennaio non ci sarà nessuna apocalisse, i primi effetti processuali non si vedranno prima del 2024", il 'refrain' del Guardasigilli. In realtà anche Italia viva è pronta ad andare allo scontro sulla prescrizione e anche sui criteri per la composizione del Consiglio superiore della magistratura previsti da Bonafede. "La riforma della giustizia - ha sottolineato il ministro - è già pronta da un mese, l'ho inviata a tutte le forze politiche che si sono prese il tempo, anche un po' troppo in verità, per analizzarla. Ora i cittadini non possono più aspettare". La risposta non si è fatta attendere: "Non ci puo' essere su tutto un prendere o lasciare", dicono dalle parti del Partito democratico.