Pamela ritratta col carnefice in braccio, l'opera fa discutere

L'opera di Andrea Villa

L'opera dell'artista torinese Andrea Villa, nella quale è stata raffigurata la romana Pamela Mastropietro uccisa e fatta a pezzi a Macerata lo scorso gennaio, fa discutere.

La giovane è stata rappresentata come la "Madonna col Bambino" con in braccio Innocent Oseghale, il suo carnefice, nelle vesti di Gesù. Una raffigurazione che, arrivata per caso tra le mani della famiglia della vittima, è stata avvolta nella bufera delle polemiche. L'opera choc ha fatto il giro del web in occasione del lancio di una mostra di Villa, senza però essere esposta in galleria. "Noi andremo a fondo in questa vicenda per capire come sono andate le cose. Siamo venuti a conoscenza, per un caso fortuito, di questo quadro e lo abbiamo trovato blasfemo, dissacrante e offensivo sia della religione che di Pamela e della sua tragedia, oltre che dei familiari", afferma all'Adnkronos l'avvocato Marco Valerio Verni, legale della famiglia e zio della ragazza.

"Ci dispiace che il viso di Pamela sia usato in questo modo- ha proseguito-. Al di là di qualsiasi messaggio l'artista volesse mandare, è raccapricciante averne preso visione. Valuteremo le azioni più opportune".

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La difesa dell’artista

Andrea Villa, intervistato da Adnkronos, ha subito replicato: "L'opera non è stata esposta e nemmeno prodotta, non ci ho guadagnato neppure un soldo. Potevo intuire cosa sarebbe successo e così ho preferito mantenere un profilo più basso. Sono convinto della mia opera, ma ho preferito, in quel momento, non esporla per rispetto della famiglia: mi sembrava fosse un po' troppo".

“La mia riflessione è stata come l'immagine di Pamela sia stata sfruttata da alcuni giornalisti e mass media per motivi puramente propagandistici. Io lavoro sulla strumentalizzazione mediatica del personaggio. Il mio era anzi un lavoro in favore di questa ragazza. Mi sono ispirato a un'opera di Marcus Harvey esposta nella mostra 'Sensation' alla Royal Academy Of Arts nel 1997, a Londra. Con il mio lavoro volevo criticare come alcuni politici e alcuni giornalisti hanno cercato di strumentalizzare la vicenda e come la realtà venga distorta per tante vicende tragiche - conclude - Massimo rispetto, la mia era una critica a chi ha sfruttato l'immagine mediatica della ragazza per strumentalizzare voti e programma".

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Riccardo Costantini, proprietario della galleria presso la quale si è svolta la mostra, ha voluto difendere l’artista: "Io credo che l'intento di Andrea fosse quello di far capire che un tema così scottante vive di situazioni molteplici e la strumentalizzazione avviene da più parti - conclude il gallerista - anche da politici che usano quel tipo di notizia per fare propaganda".