Pamela, uccisa o morta per overdose? Le rivelazioni dell’autopsia

La nuova autopsia effettuata ieri sul corpo della 18enne romana mostra che ci sono “segni di violenza applicata in condizioni di vitalità”. (Credits – Facebook)

Una morte dovuta a overdose, come ha sempre dichiarato Innocent Oseghale, l’uomo in galera al momento per occultamento di cadavere, o un omicidio? La morte di Pamela Mastropietro negli ultimi giorni aveva assunto la forma di una tragedia come tante altre, la morte di una ragazza drogata a causa di una dose sbagliata, con lo spacciatore nigeriano che aveva la ‘sola’ colpa di aver cercato di far sparire il cadavere.

Ma ora l’autopsia sul corpo della ragazza ribalta la questione e riporta in primo piano l’ipotesi di omicidio. La nuova autopsia effettuata ieri sul corpo della 18enne romana, i cui resti erano stati trovati in due valigie nelle campagne maceratesi, mostra che ci sono “segni di violenza applicata in condizioni di vitalità”, come spiega il professor Mariano Cingolani. “Ci stiamo approssimando sempre più verso la chiarificazione di questa ipotesi, ci sono dati a conforto di questa tesi” ha continuato il medico legale che ha svolto la nuova autopsia su incarico della Procura, confermando che l’ipotesi di morte violenta è sempre più credibile.

Pamela ha una ferita alla testa che risulta inferta quando era viva. E ha ferite all’altezza del fegato compatibili con il segno di coltellate e anche queste potrebbero essere state inferte quando Pamela era viva, anche se solo nuovi accertamenti scientifici saranno in grado di accertarlo. Inoltre, in casa di Oseghale gli investigatori avrebbero identificato l’arma, un coltello appuntito, con cui sembrano essere state fatte.

I risultati di questa nuova autopsia, dunque, aprono nuovi scenari e allargano le opzioni per i possibili colpevoli. Secondo Cingolani, infatti, chi ha agito lo ha fatto con una mano straordinariamente esperta e ha lavorato meticolosamente per impedire che l’autopsia spiegasse definitivamente se Pamela fosse morta per overdose, per strangolamento o se fosse stata stuprata. La violenza sessuale come movente, infatti, appare sempre più credibile dopo i nuovi esami. La precisione delle ferite e l’ipotesi stupro allontano i sospetti su Oseghale come autore materiale sia della violenza sessuale sia dello smembramento successivo.

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