Panariello: “I miei genitori sono stati assenti ma non porto rancore”

Giorgio Panariello Domenica in

Ospite degli studi di Domenica In, Giorgio Panariello si lascia andare a ricordi commossi della sua infanzia e ai nuovi appuntamenti teatrali.

Giorgio Panariello a Domenica In

Il comico toscano ricorda i diversi lavori che ha svolto prima di svolgere la sua attuale professione. Spiega che quando finì la scuola media i professori gli avevano consigliato di fare un mestiere che lo mettesse a contatto con il pubblico, così scelse inizialmente di fare il cameriere. Lì iniziò a scoprire il suo talento, iniziando a raccontare barzellette ai clienti e a imitare nelle sale Renato Zero. In questo modo, racconta sorridendo, faceva arrabbiare i metres perché le persone chiamavano lui per ordinare, dato che ero simpatico. Questo lato del suo carattere l’ha poi aiutato a scegliere il suo attuale lavoro.

Non nega che ora la professione di comico è diventata un po’ restrittiva. Sa che deve stare attento agli ascolti e che ci sono cose che può e non può dire, perdendo un po’ degli originari entusiasmo e vitalità.

I ricordi dell’infanzia

Panariello racconta che sua nonna è stata la sua prima fan, rivelando la sua grande felicità quando le aveva annunciato la sua assunzione in Rai. Approfitta di questo ricordo per spiegare di essere cresciuto con i nonni, dato che non ha mai conosciuto suo padre e la madre la vedeva solo in poche occasioni.

Mara Venier ha quindi mandato in onda una registrazione in cui lui pronunciava un monologo in cui ipotizzava di mandare un messaggio al padre. Queste le parole più significative: “Io non ti ho mai conosciuto e a te non hanno nemmeno avvisato di essere il mio babbo. Io ti ho immaginato in tutti i modi e invece non so neanche quanti anni hai. Chissà se sei ancora in forma o hai bisogno di un aiuto. Ne ho avuto tanto bisogno anch’io.” Non nega di aver sofferto molto a causa dell’assenza dei genitori, soprattutto a scuola dove i bambini chiedevano sempre dove fossero e perché venissero i nonni al loro posto.

Nonostante questo non porta alcun rancore, perché quell’amore che non gli è stato dato da mamma e papà non gli è mancato ma gliel’hanno dato i nonni. Una verità che non ha mai celato, anche ora che sta scrivendo uno spettacolo teatrale autobiografico. “E’ giusto raccontare sia le cose belle che quelle brutte“, ha spiegato.