Pancho Pardi: "Care Sardine, non fate come noi Girotondi"

Luciana Matarese
La manifestazione delle Sardine a Milano - Pancho Pardi in una manifestazione del 2015 - La piazza dei 'fravagli' a Sorrento

Se creeranno o meno un partito, si vedrà. “Si può arrivare anche a una sorta di meticciato tra partito e movimento politico”, dice Francesco “Pancho” Pardi. Adesso, però, aggiunge, “le Sardine devono capire che non si può solo scendere in piazza, non si possono fare manifestazioni all’infinito. A un certo punto bisogna fermarsi e iniziare, in autonomia, a ragionare su cosa si vuole fare e dove si vuole andare”.

Settantaquattro anni, alle spalle una carriera da docente universitario a Firenze, nel 2008 è stato senatore per Italia dei Valori. Sei anni prima, nel 2002, Pardi fu tra i promotori della prima manifestazione italiana per la libertà d’informazione e l’autonomia della giustizia durante l’era del secondo governo Berlusconi e tra i protagonisti dei girotondi, ai quali le Sardine sono state spesso paragonate. Da “cultore della materia”, come si definisce scherzosamente, non nasconde una certa curiosità verso il movimento anti sovranista che da Bologna si è diffuso in tutte le piazze italiane, che non ha “alcuna intenzione di dirigere”, ma al quale pure sente di dire: “Non illudetevi sulla capacità di ascolto dei partiti tradizionali”.

Per lui le Sardine ”devono rafforzarsi, durare e perfezionare il ragionamento, individuare dei loro temi, a partire da quelli dell’uguaglianza e del lavoro, e farli circolare nella società” e poi “cominciare a porsi il problema della rappresentanza politica”. E non commettere quello che “nel nostro caso - spiega Pardi - fu un errore”.

Professor Pardi, il movimento delle Sardine continua a essere paragonato a quello dei girotondi, di cui lei è stato tra i protagonisti. Non c’è alcuna differenza?

“In verità ce ne sono almeno due. La prima è anagrafica, oggettiva. Loro sono trentenni, noi eravamo cinquantenni. In secondo luogo, lo dico senza presunzione, noi eravamo più acculturati sul piano politico e apertamente di sinistra. Di una certa sinistra, non vicina a...

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