In pandemia cresce uso omeopatia, +25%

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L’omeopatia cresce in epoca di pandemia da Covid-19. Nell’ultimo anno, infatti, l’utilizzo dei medicinali omeopatici è aumentato del 25%, come registrato nel sondaggio “Gli italiani e l’omeopatia nell’anno della pandemia”, condotto da Emg Different per conto di Boiron. Sono donne dai 35 ai 54 anni, residenti al Centro Italia, le maggiori utilizzatrici di questi prodotti e il 24% fa almeno un acquisto all’anno: in crescita di 4 punti rispetto al 20% del 2018, emerge dall'indagine. I dati indicano inoltre che oggi il 20% della popolazione, cioè 10,2 milioni di italiani, dichiara di fare uso di medicinali omeopatici: nel 2018 erano 8,5 milioni (17%).

A guidare la crescita nell’utilizzo di questi medicinali sembra proprio sia stato il periodo della pandemia. Gli intervistati si sono infatti rivolti all’omeopatia per controllare i disturbi che sono aumentati a causa del brusco cambio di abitudini di vita imposto da lockdown più o meno prolungati. Se da un lato non meraviglia che il 51% degli utilizzatori abbia impiegato questi medicinali per “favorire le difese immunitarie", dall’altro si conferma la necessità di ricorrere all’omeopatia per superare un periodo di stress/stanchezza (37%), insonnia (26%) e problemi gastro-intestinali (25%), come emerge ancora dal sondaggio, condotto su un campione di 1.000 persone rappresentativo della popolazione italiana over18.

"I risultati" del sondaggio - afferma Fabrizio Masia, Ad di Emg Different - testimoniano l’ottimo stato di salute della medicina omeopatica e la sensibilità sempre maggiore dei cittadini italiani verso prodotti ai quali si riconosce non solo naturalità, ma anche efficacia nella risoluzione di una molteplicità di disturbi e malattie”.

"I dati indicano infatti - commenta Silvia Nencioni, presidente e Ad di Boiron Italia - che molti italiani hanno scelto di affidarsi all’omeopatia, una terapia umana, rispettosa dell’individuo e sicura, per trattare alcuni tra i problemi di salute maggiormente emersi nell’ultimo anno, in concomitanza con la pandemia. Questa indagine, inoltre, conferma alcuni punti forti dell'omeopatia: è opinione condivisa che gli omeopatici siano medicinali sicuri ed efficaci, di cui viene anche apprezzata l’assenza di tossicità e controindicazioni. Un’opportunità terapeutica che consente, da parte dei professionisti della salute, una presa in carico globale di tutti i pazienti, compresi donne in gravidanza, bambini, anziani”, conclude.

Dal sondaggio risulta che al primo posto tra le motivazioni che fanno preferire questi medicinali c'è il fatto che siano naturali, riconosciuto dal 40% degli utilizzatori. L’essere efficaci è il vantaggio segnalato dal 28% dei soggetti, mentre per un quarto del campione “non danneggiano/ non sono tossici”. Dei farmaci omeopatici oltre il 20% degli utilizzatori apprezzano la possibilità di poterli impiegare per disturbi non gravi (ansia/stress/cistite/gastrite ecc.), sapendo che “sono sicuri/si possono prendere con tranquillità”, sono “terapie semplici da seguire”.

E ancora: la pandemia ha risvegliato negli italiani l’utilità dei prodotti naturali a cui il 54% del campione riconosce l’importanza per migliorare lo stato di salute, soprattutto per rinforzare le difese immunitarie e risolvere problemi di insonnia e stress. Anche in questo caso sono le donne (66% del campione), molto giovani (18-34 anni) a preferire fitoterapici e omeopatici. Il sondaggio - condotto su un campione di 1.000 persone rappresentativo della popolazione italiana over18 - ha inoltre confermato, per i prodotti naturali, quanto registrato per l’omeopatia. Rispetto all’anno precedente il Covid-19, l’atteggiamento nei confronti dei prodotti naturali è cambiato per il 41% del campione, che nel 77% dei casi li utilizza di più.

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