Pandemia e religione: gli esperti esplorano cause ed effetti

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Un nuovo studio esplora l'impatto e il ruolo della religione durante la pandemia.

Pare che credere nell’esistenza di un essere superiore abbia aiutato tante persone ad affrontare lo stress, in particolare all'inizio della crisi del COVID-19.

Allo stesso tempo, però, questo culto potrebbe avere in qualche modo minato le misure di sicurezza preventive in atto contro la diffusione del virus, secondo gli scienziati.

Lo studio, pubblicato nel “Journal for the Scientific Study of Religion”, ha analizzato i dati relativi ad oltre 11mila partecipanti del Pew Research Center del panel American Trends.

PsyPost riporta che la statistica è stata condotta tra il marzo

del 2019 e il marzo del 2020, l'anno in cui il COVID-19 è stato dichiarato ufficialmente una pandemia globale dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

«Abbiamo il sospetto che le persone religiose possano non aver vissuto una condizione di stress altrettanto intensa durante la pandemia», ha dichiarato uno degli autori dello studio, Landon Schnabel, della Cornell University. «Sia perché si rivolgevano alla loro religione come risorsa, sia perché alcune persone credenti non consideravano la pandemia seriamente».

La ricerca indica che le persone religiose tendono a sentirsi meno ansiose, meno depresse e meno sole. Anche la qualità del loro sonno è migliore rispetto a quella dei non credenti; le persone che frequentano i luoghi di culto hanno meno probabilità di vedere la pandemia come una minaccia per loro stessi o per gli altri.

Sempre secondo la statistica, questi individui erano più propensi anche ad ignorare le misure di sicurezza e prevenzione.

«La religione ha aiutato le persone dal punto di vista psicologico, ma è stata tutt'altro che utile dal punto di vista della salute fisica», ha concluso Schnabel.

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