Pandemia e ripresa: al via il Wef nella prima edizione virtuale

Red
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Image from askanews web site
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Milano, 25 gen. (askanews) - Pandemia, salute, ripresa economica e clima. Sono i temi al centro del dibattitto del World Economic Forum che ha preso il via oggi saltando per la prima volta il meeting in presenza a Davos, in Svizzera. A causa dell'emergenza sanitaria infatti il Wef è ua edizione esclusivamente virtuale, in attesa del meeting faccia a faccia rinviato a causa della pandemia a maggio a Singapore. Ma da oggi al 29 gennaio non mancheranno i contributi dei leader mondiali, a partire dall'attesissimo intervento di Xi Jinping. Il primo discorso del presidente cinese dall'inizio dell'era Biden a Washington. Un discorso che potrebbe modificare i toni delle relazioni tra le due più grandi economie del mondo per i prossimi quattro anni, dopo il turbolento mandato di Donald Trump alla Casa Bianca segnato da una vera guerra commerciale.

"Il 2021 sarà un anno cruciale per il futuro dell'umanità. Dobbiamo continuare a combattere il virus ma dobbiamo uscire dalla pandemia e creare una economia più resiliente, più iclusiva e più sostenibile", ha dichiarato qualche giorno fa Klaus Schwab, fondatore del Wef, alla presentazione dell'agenda di quest'anno.

Sarà un meeting nel segno del "reset" come recita uno dei claim dell'edizione del 2021. Un reset necessario, quando ancora è in corso l'emergenza pandemica e una crisi economica globale senza precedenti.

Tra i temi in agenda: la progettazione di sistemi economici coesi, sostenibili e resilienti; trasformazione e crescita sostenibile del settore industriale; il miglioramento della gestione dei beni comuni globali;lo sfruttamento delle tecnologie della quarta rivoluzione industriale e la promozione della cooperazione globale e regionale.

Di questo parleranno i tanti ospiti del forum, tra i quali capi di Stato, di governo e di organismi sovranazionali, tra cui Emmanuel Macron, Angela Merkel, Giuseppe Conte, Pedro Sánchez, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Benjamin Netanyahu, Narendra Modi, primo ministro indiano.

Ma anche Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, e anche i capi delle principali aziende mondiali del settore privato ed esponenti della società civile.