Pane e marmellata al parco? La mamma becca una multa di 1000 euro

A settembre l’Associazione Genitori di Lallio organizza E’ successo durante la “Funny A.Ge. Run”, una corsa non competitiva per i bambini attorno al paese di Lallio, in provincia di Bergamo. (Credits – Flickr/Michele Borioli)

Una multa di 1.032 euro per aver spalmato della marmellata sulle fette biscottate date ai bambini che partecipavano a una corsa non competitiva. Non è uno scherzo, ma quello che è veramente successo a Lallio, in provincia di Bergamo, dove le mamme dell’Associazione Genitori di Lallio si sono viste recapitare una multa monstre per aver fatto ciò che tutte le mamme da sempre fanno. Ma perché?

Come sempre il problema è la differenza tra le norme e il buonsenso. A settembre l’Associazione Genitori di Lallio organizza la “Funny A.Ge. Run”, una corsa non competitiva per i bambini attorno al paese. L’organizzazione si mette d’accordo con il gestore del chiosco di un parco del paese, il parco dei Gelsi, per la distribuzione di bibite e cibo, sfruttando le sue licenze. Un accordo che, di fatto, fa sì che solo il barista può distribuire cibo ai partecipanti. Che, però, sono tantissimi e, così, le mamme decidono di dare una mano. Fette biscottate, marmellata e panini preparati e distribuiti ai bambini partecipanti.

Un gesto normale, naturale, che le mamme fanno da sempre. Ma che non passa inosservato al politico di turno, tale Giacomo Lodovici, consigliere comunale di minoranza. Il quale fa una segnalazione ufficiale al Comune, obbligando gli uffici preposti a indagare su questa gravissima infrazione. E, così, a marzo l’associazione riceve una multa di 1.032 euro per somministrazione illegale di cibo.

Norme e buonsenso, dicevamo. Perché se è vero che le norme parlano chiaro, sarebbe il caso di utilizzare anche il buonsenso prima di fare una denuncia. “Io ho segnalato qualcosa e qualcuno è stato multato, sono io ad aver sbagliato?” dice il consigliere comunale. “Il caso si è cristallizzato nel momento in cui in Comune è arrivata la segnalazione del consigliere di minoranza: gli uffici hanno dovuto accertare e agire, non potevano fare altrimenti” dice invece il sindaco, evidenziando che – senza denuncia – tutto sarebbe passato sotto silenzio, con il buonsenso che avrebbe avuto la meglio sulla norma.

Un fatto che ha creato scalpore a Lallio e nelle ultime settimane diverse associazioni, a partire da quelle degli Alpini, bar, locali e negozi del paese hanno iniziato una colletta che ha permesso alle mamme dell’Associazione Genitori di Lallio di raccogliere tutti i soldi per pagare la multa. Tutto risolto, dunque, ma la follia resta.

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