##Pangea: quello che l'Italia non dice su vita e corpi delle donne -3-

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Roma, 6 mar. (askanews) - Per non parlare, prosegue la vicepresidente di Pangea, del sistema educativo: 'tra il 2015 e il 2020 vi sono stati due tentativi di inserire in Italia interventi formativi relativi alla parità e le differenze di genere, sull'omofobia e il bullismo. Di fatto ad oggi nessuna neo-riorganizzazione del sistema dell'istruzione ha ancora modificato programmi e progetti pedagogici a livello nazionale'.

In Italia, sulla comunicazione e gli stereotipi di genere, 'l'odio corre sul web e il target preferito sono le donne: inquientante il dato ormai consolidato: i picchi di hate speech contro le donne si verificano in concomitanza con le notizie sui femminicidi'. E riguardo al revenge porn, 'la diffusione on line non consensuale di video o foto che ritraggono le donne in momenti intimi, a scopo ricattatorio o di vendetta certifica che il 90% delle vittime sono donne'.

Sul tema donne migranti richiedenti asilo e rifugiate, 'i decreti sicurezza stanno dando vita ad un'industria della fragilità che si lega a quella delle migrazioni, spesso nelle mani di trafficanti e mafiosi residenti in Italia e nei Paesi d'origine o di transito di flussi migratori, oltre ad aumentare lo sfruttamento sessuale e lavorativo. I decreti sicurezza non fanno che peggiorare la situazione innescando una bomba ad orologeria con scoppio ritardato sotto ogni punto di vista'.

In uno scenario da cui Pangea e le altre associazioni impegnate sul campo vogliono ripartire per rilanciare la sfida dei diritti, qualche luce si può registrare. 'Ci sono passi in avanti - precisa Simona Lanzoni - non possiamo dire che tutto sia peggiorato, in generale negli ultimi anni ci sono stati passi in avanti anche rispetto a problematiche che avevamo rilevato in rapporti ombra passati, quindi un minimo ascolto c'è nel mondo della politica'.

Un segnale importante di questo ultimo decennio, spiega, è 'la presenza femminile in ambiti decisionali come ad esempio aver avuto più ministre anche in settori chiave importanti, tradizionalmente maschili. Un altro settore che è emerso è la lotta al contrasto alla violenza sulle donne. Dal 2015 sono diversi gli atti che iniziano a dare forma al contrasto alla violenza come più finanziamenti e una legge a protezione degli orfani di femminicidio anche se difficile da attuare, il Piano strategico antiviolenza nel 2017. Insomma abbiamo molte cose ma la loro applicazione è un altro paio di maniche'.

(Segue)