Paolo Rossi: rubati alcuni cimeli del campione allo stadio Menti

Primo Piano
·1 minuto per la lettura

Non c'è pace per Paolo Rossi, l'ex attaccante della Nazionale azzurra scomparso lo scorso 9 dicembre sconfitto da una malattia incurabile. A due mesi dal lutto che ha colpito l'intero panorama calcistico italiano, da Vicenza arriva la notizia del furto di alcuni cimeli storici del campione del Mondo nel 1982.

La sottrazione, avvenuta nella sede del club veneto nel quale "Pablito" giocò, sarebbe avvenuta nel 2018 ma solo poco più di un mese fa è stata denunciata. Dalle stanze del "Menti", lo stadio della cittadina, sono stati trafugati cimeli calcistici quali il primo contratto del giocatore col Lanerossi Vicenza, il documento attestante i premi partita per il giocatore e il telegramma ufficiale della convocazione per i mondiali del 1978.

LEGGI ANCHE - Addio a Paolo Rossi, il boia del Brasile

Il furto è stato denunciato da Nerio De Bortoli, curatore del Vicenza Calcio spa fallito il 18 gennaio 2018. Fino a due giorni prima di questa data, come dimostrano alcune fotografie scattate quel giorno dal consigliere comunale Andrea Berengo, i cimeli erano al loro posto. I ladri dunque sarebbero entrati in azione prima della vendita all'asta alla nuova proprietà dell'imprenditore Renzo Rosso.

Ennesimo sfregio al compianto campione, seppur in ritardo, dato che lo scorso 12 dicembre, in occasione del giorno del funerale, la casa della famiglia Rossi venne svaligiata.

VIDEO - Paolo Rossi, la dedica di Mancini: "Per me era un eroe"