Paolo Valentino scava ne “L’età di Merkel”, tra meriti e limiti

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Roma, 14 set. (askanews) – Aneddoti, curiosità e interviste esclusive a chi l’ha conosciuta e frequentata per raccontare il regno della donna più potente al mondo, per 16 anni alla guida della Germania. Nel libro “L’Età di Merkel” (Marsilio), Paolo Valentino, storica firma e corrispondente da Berlino del Corriere della Sera, scava nel periodo su cui lascia il segno la prima cancelliera della Repubblica federale, il suo rapporto con l’Europa e il confronto con i singoli capi di Stato e di governo, da Obama a Trump fino alla Russia di Putin, passando per la Francia e l’Italia.

“Ci lascia una leader che ci ha offerto un esempio di moralità politica e di etica della responsabilità ineguagliata. È l’esempio di una leader che ha tenuto insieme l’Europa in momenti molto difficili attraverso crisi che rischiavano di dividere l’Europa e ci lascia l’esempio di una leader che ha offerto anche un modello di riferimento alle donne di tutto il mondo”, ha spiegato a margine della presentazione alla Feltrinelli di Galleria Colonna a Roma assieme alla senatrice Emma Bonino e a Paolo Mieli.

“Merkel in effetti ha nella sua azione politica una serie di limiti, nel senso che lei non offre mai una visione, ma cerca di affrontare il problema del momento e risolverlo, senza pensare mai al futuro”.

“Una delle parole d’ordine di Merkel è ‘non agitare mai un problema se non hai anche il modo tramite cui risolverlo’, per cui una delle sue tattiche del potere era di aggirare o evitare i problemi più impellenti quando sapeva che erano controversi”, ha sottolineato il giornalista.

Le lacrime durante il discorso alla nazione per l’emergenza Covid-19 o la visita al dipendente dell’Hotel di Ischia licenziato. Merkel negli ultimi due anni ha mostrato un altro volto:

“Merkel è una persona molto umana però non lo ha mai mostrato in politica, in politica lei è sempre stata molto disciplinata, luterana, ha sempre nascosto le emozioni. Nell’ultimo anno, quello che è successo è che di fronte alla pandemia ha scoperto un po’ il suo animo, ha fatto discorsi molto emotivi, negli ultimi due anni in realtà, ha fatto discorsi molto empatici verso la popolazione tedesca che l’ha accolta in questo senso a braccia aperte”, ha rivelato Valentino.

Merkel e l’Italia?

“Credo che gli italiani abbiano un debito di gratitudine nei confronti di Merkel, perché Merkel è stata decisiva per l’approvazione del Next Generation Eu di cui l’Italia è la maggiore beneficiaria con quasi 200 miliardi di euro”, ha ricordato Valentino.

“Merkel ha avuto un rapporto alterno con l’Italia, ma questo è un po’ legato alle vicende italiane, all’instabilità politica permanente che c’è in Italia”, ha sottolineato.

Il 26 settembre si tengono le elezioni federali in Germania e la partita per il dopo Merkel è ancora aperta:

“(Armin) Laschet (Cdu) purtroppo non sembra il candidato giusto perché stando a quello che dicono i sondaggi non è lui in questo momemto il preferito dei tedeschi ma piuttosto l’attuale vice-cancelliere di Merkel e candidato dei socialdemocratici Olaf Scholz. Io credo comunque che in Germania ci sarà un governo con una maggioranza con tre partiti, assoluta novità per il panorama tedesco, in questo momento i sondaggi fanno prevedere che sarà Olaf Scholz il prossimo cancellire. Io credo comunque che ci sarà un elemento di continuità. La Germania è un paese molto serio, molto stabile, con delle linee strategiche che rimangono attraverso le maggioranze ovviamente e quindi potranno cambiare una serie di accenti e di sfumature, potranno cambiare una serie di posizioni, ma le linee strategiche della politica europea della Germania non cambieranno anche con un nuovo cancelliere”.

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