Papà di Beyoncé: “Ho un tumore, è genetico”

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Il padre della nota cantante americana Beyoncé ha annunciato di avere un tumore. Mathew Knowles, manager musicale di 67 anni, ha rivelato la sua malattia nel corso del programma televisivo su Abc Good Morning America. L’uomo soffre di un raro caso di tumore al seno maschile, parlando apertamente della tragedia che lo ha colpito. Il cancro alla seno è di fatto una patologia che, come sappiamo, colpisce maggiormente le donne. Tuttavia non è certo infrequente anche negli uomini. Spesso, proprio perché poco noto, il genere maschile non fa prevenzione su questo tipo di cancro, non facendo caso ai piccoli eventuali segnali. Il tumore al seno è invece aggressivo e potenzialmente mortale anche nel maschio.

Mathew Knowles, padre di Beyoncé e della sorella Solange, anche lei cantante, ha dunque voluto parlare della malattia per sfatarne il tabù. Il suo intento è stato quello di spronare chi si trova nella sua stessa situazione a lottare e a curarsi con forza e determinazione. Beyoncé nel frattempo, dopo questa tremenda notizia si trova molto vicina a suo padre. Nel corso della vita i due hanno avuto alti e bassi, considerato soprattutto che lui è stato manager delle Destiny’s Child. Dopo un periodo burrascoso, tuttavia, padre e figlia sono tornati ad avere un rapporto sereno, incriminato tuttavia da questo terribile colpo.

Il papà di Beyoncé si confessa

Mathew Knowles, come detto, ha voluto insistere anche sull’aspetto della prevenzione. L’uomo ha precisato infatti che il tumore al seno è genetico, pertanto anche i suoi figli e anche i suoi nipoti hanno un rischio più elevato di contrarlo. Tutti i suoi familiari, secondo le sue parole, sono già andati a fare il test. Il papà di Beyoncé ha infine concluso: “Ho smesso di bere, faccio attività fisica e medito. Quello che prima ritenevo importante ora non lo è più. Guardo il mondo in modo diverso. Sono venuto in televisione a parlare del carcinoma al seno per far sapere anche agli altri uomini che si può sopravvivere. Serve però la diagnosi precoce, che non deve mai essere sottovalutata”.