Papà ha il coronavirus a Napoli, il figlio: “L’ho baciato fino a ieri”

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Ha abbracciato e baciato il papà contagiato dal coronavirus a Napoli. Ha sfidato la paura ed i timori di restare contagiato a sua volta: “Non ho pensato alle conseguenze. Tra poco mi faranno il tampone”. La storia proviene dal capoluogo partenopeo ed ha per protagonisti Pasquale Caiazzo di 68 anni, primario dell’ospedale Cardarelli, e suo figlio Enzo, 40 anni di professione regista. Anche il figlio, insomma, che ha sfidato la malattia che sta spaventando il mondo, potrebbe aver contratto il Covid-19.

Padre e figlio, il coronavirus a Napoli

Ad informare su quanto accaduto è stato proprio Enzo sul proprio profilo Facebook. “Chiarimenti” arrivati dopo che un assurdo tam tam su WhatsApp avevano dato per morto suo padre. I messaggi si sono propagati in particolare a Pomigliano d’Arco, cittadina in provincia di Napoli dove la famiglia Caiazzo è molto stimata e conosciuta. Una fake news che ha prodotto la reazione del regista. Suo padre Pasquale è uno dei cinque primari dell’ospedale Cardarelli che a Napoli ha contratto il coronavirus. Il 68enne direttore della Naurochirurgia del Cardarelli è attualmente ricoverato al Policlinico. Un ricovero precauzionale in quanto le sue condizioni non sarebbero gravi.

“Mio padre sta bene”

“Scrivo questo post – ha scritto Enzo Caiazzo su Facebook – per tranquillizzare tutte le persone che in questo momento ci stanno contattando per avere notizie di mio padre, e che purtroppo sono venute a conoscenza di informazioni alterate. Mio padre sta bene e non presenta difficoltà respiratorie, ha preferito ricoverarsi per precauzione, visto il recente intervento chirurgico a cui si è sottoposto. Adesso è scesa anche la febbre ma non ci daranno notizie prima delle 18”.

“L’ho abbracciato e baciato fino a ieri”

Il 40enne ha poi parlato del rapporto con il padre e dei rischi che ha corso nonostante tutto. “L’ho abbracciato e baciato fino a ieri – ha continuato il regista – e ci sono alte probabilità che, dopo la sua positività, anche io sia contagiato e per questo tra poco mi faranno il tampone. Fortunatamente non sono uscito negli ultimi giorni ma se queste informazioni possono esservi d’aiuto tenetele in conto. Vi mando un abbraccio a distanza, vi terrò aggiornati su tutto”.

Il regista in quarantena

Resta il dubbio su come i due siano potuti restare a contatto nonostante il coronavirus contratto da Pasquale Caiazzo a Napoli. A tutti coloro hanno chiesto spiegazioni, Enzo ha specificato: “Sono contento di essere stato in quarantena volontaria già da molti giorni, sono sicuro di non aver avuto contatti con nessuno. In ogni caso ho ritenuto giusto mettere in allerta qualcuno che potrebbe avermi incontrato, non ho pensato ad eventuali conseguenze ma solo al fatto che era giusto dire le cose come stanno esattamente”.