Papa ai cappuccini: non siate "collezionisti di ingiustizie" -3-

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Città del Vaticano, 10 ott. (askanews) - Il Papa ha poi invitato i cappuccini a vivere la loro Regola con naturalezza, accettando gli altri e rispettandoli. La comunione fraterna si realizza naturalmente, non la si crea artificiosamente. Essa è una grazia dello Spirito Santo e si nutre di perdono. A questo proposito Francesco ha parlato della misericordia. Dio, ha ricordato, non si stanca mai di perdonare; siamo noi semmai a stancarci di chiedere perdono. Il Pontefice ha ricordato al riguardo due esempi: il primo è quello di un anziano cappuccino che viveva a Buenos Aires, il quale, ripensando al perdono e all'assoluzione concessa ai tanti fedeli che si mettevano in fila al suo confessionale, allontanava il dubbio di essere stato troppo misericordioso andando davanti all'altare e dicendo a Gesù che Lui stesso gli aveva dato l'esempio; il secondo è quello del personaggio di padre Felice ritratto da Alessandro Manzoni nei "Promessi sposi", segno di una misericordia concreta tra i bisognosi e i peccatori. Nelle parole del Papa è risuonata anche l'esortazione a riscoprire la compassione e la capacità di piangere. Non è mancato poi un riferimento al bisogno di evangelizzare l'Europa, che da "madre" è diventata "nonna" e non riesce più a generare figli nella fede. Le giovani Chiese possono aiutare il Vecchio continente a rinfocolare le braci della fede che ancora ardono. Basta considerare la testimonianza delle tante donne filippine che lavorano al servizio delle famiglie più benestanti. Vengono scelte con incarichi e compiti ben precisi, ma nel loro dialogo quotidiano con i bambini e i giovani di queste famiglie di fatto si trasformano in catechiste.

Infine, il Pontefice ha concluso l'incontro lasciando ai cappuccini il compito di avviare processi di testimonianza verso i giovani che restano ammirati dallo spirito francescano e si aprono davanti al carisma della gioia e della semplicità che l'esempio di san Francesco offre in ogni tempo.