Papa ai cappuccini: non siate "collezionisti di ingiustizie" -2-

Ska

Città del Vaticano, 10 ott. (askanews) - Francesco ha poi nuovamente sottolineato l'importanza di parlare non ricorrendo agli aggettivi ma con la teologia dei sostantivi, come indica anche lo spirito francescano.

Un altro argomento affrontato è stato la missionarietà, tema al quale si lega la mancanza di vocazioni. Con la consacrazione, ha detto il Pontefice, non si deve più pensare a se stessi ma a vivere come testimoni. Certo, non bisogna fare proselitismo ma predicare Gesù più con l'esistenza che con le parole, come raccomandava ai suoi frati lo stesso Francesco d'Assisi. Non a caso, anche i santi contemporanei come Teresa di Calcutta hanno goduto in vita di un rispetto unanime, da parte di credenti e non credenti, proprio grazie alla loro testimonianza. Il Papa ha invitato perciò i cappuccini a offrire questa testimonianza con la mitezza ma soprattutto con la povertà, che deve essere vissuta nel concreto, senza dimenticare che il diavolo entra proprio dalle tasche, cioè attraverso la mancanza di coerenza con il voto di povertà. Essa, diceva sant'Ignazio di Loyola, dev'essere "madre e muro" della vita religiosa.

Francesco ha messo in guardia dalla mondanità in cui scivola talvolta la Chiesa. Lo spirito mondano fa male alla Chiesa, tanto che Gesù nella sua preghiera chiede al Padre di allontanarci non dal mondo ma dallo spirito del mondo che rovina tutto e provoca falsità. Per contrastare questo male occorre l'umiltà. Un'altra tentazione per la Chiesa è il clericalismo, figlio della mondanità. E' questo che rischia di trasformare i pastori da servitori a padroni. Occorre perciò, ha sottolineato il Pontefice, riscoprire e riprendere la struttura di servizio all'interno della comunità ecclesiale. (Segue)